Mercogliano (Noi per la Famiglia): Napoli cade a pezzi e il sindaco pensa alla rivoluzione arancione - <b>FascinAzione</b>

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martedì 30 ottobre 2018

Mercogliano (Noi per la Famiglia): Napoli cade a pezzi e il sindaco pensa alla rivoluzione arancione

Napoli è stata sferzata ieri da una tempesta di acqua e vento che ha causato danni ingenti ad auto e strutture, traffico impazzito e purtroppo a Fuorigrotta c'è stato anche un morto. Ma non è tutta colpa di un evento per sua natura straordinario e difficilmente prevedibile nella sua entità e nella sua forza. Non sono pochi, infatti, quelli che pensano che la mancata manutenzione di alberi e strade abbia ingigantito il problema facendo piombare la città nell'incubo della paralisi per il crollo di centinaia di alberi che, probabilmente, non sarebbero caduti in modo così devastante ed in numero così ingente se solo fossero stati oggetto di manutenzione specifica e ciclica negli ultimi anni da parte del Comune di Napoli. Tra.questi spicca l'affondo contro il sindaco  di Napoli de Magistris e la sua giunta da parte di Luigi Mercogliano, giornalista e leader pro life già candidato sindaco proprio contro il leader di DeMa nel 2016, che incolpa il primo cittadino di aver concesso gratis ai centri sociali strutture comunali che, se messe in vendita o affittate a privati, avrebbero potuto rimpinguare le casse vuote del Comune partenopeo ed essere utilizzate in questi anni per la manutenzione e le emergenze delle aree della città maggiormente esposte a rischio in caso di intemperie.

Insomma, per Mercogliano la rivoluzione arancione viene prima delle emergenza della città. È questa sostanzialmente l'accusa che viene fuori dal post sulla sua pagina Facebook che pubblichiamo per intero. Questo sindaco decide che i mancati proventi derivanti dalla eventuale vendita o dall'eventuale affitto degli immobili di proprietà del Comune di Napoli occupati indebitamente ed abusivamente dai centri sociali non sono importanti e possono essere sacrificati per il raggiungimento degli obiettivi politici suoi e dei suoi sostenitori. Intanto, alla prima vera emergenza maltempo la città fa emergere tutte le sue criticità e ci si accorge che quei soldi, non incassati perché il sindaco deve garantire l'agibilità politica ai centri sociali, oggi avrebbero potuto mettere in sicurezza le centinaia di alberi per i quali negli anni non è stata fatta manutenzione alcuna per assenza di fondi. Mentre lui e i suoi protetti pensano alla città dell'accoglienza dell'ammore e dei centri sociali, impegnati come non mai nella irrinunciabile e santa contrapposizione alle destre e a Salvini, la gente normale si accorge sulla propria pelle che amministrare una città è cosa ben più seria che fare propaganda politica in chiave elettoralistica. Questo signore tra breve sarà candidato alle europee o alla presidenza della Regione Campania. Ricordatevi le ansie e le paure che state vivendo in queste ore per voi e per i vostri familiari quando vi chiederà il voto sbandierando in modo propagandistico 10 anni di una amministrazione cittadina che definire pessima è poco.

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