CasaPound: porte aperte ai sindaci. Alemanno: vengo - <b>FascinAzione</b>

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venerdì 26 ottobre 2018

CasaPound: porte aperte ai sindaci. Alemanno: vengo

“Non possono essere gli sgomberi la soluzione all’emergenza abitativa. A Roma serve un piano casa, e un progetto ‘rivoluzionario’ come il mutuo sociale, che offre case costruite dallo Stato finanziandone direttamente anche l’acquisto a tassi sostenibili, potrebbe essere una risposta ai troppi romani senza casa, compresi quelli che sono stati costretti a occupare stabili in disuso per dare un tetto ai loro figli”. 

Parole chiare, dirette, che non lasciano dubbi ad equivoci di sorta, quelle pronunciate da Simone Di Stefano, segretario nazionale di Casa Pound che aggiunge: 
“Di questo vorrei poter discutere con Virginia Raggi e gli ex sindaci Rutelli, Veltroni, Marino e Alemanno, se avranno il coraggio di venire in via Napoleone III a incontrare le famiglie che ci vivono e a vedere di persona come è gestito il palazzo”.
“Li invito formalmente - aggiunge Di Stefano - e mi aspetto una loro risposta, per il rispetto che si deve a famiglie che, non trovando sostegno nello Stato, si sono dovute togliere di impaccio da sole, ma lo hanno fatto non alimentando degrado, distruggendo e rovinando qualcosa di bello ma anzi migliorando e riportando alla vita un palazzo abbandonato. D’altra parte, anche per questo CasaPound è stata inserita tra le ‘occupazioni storiche’ che una delibera varata dall’allora sindaco Veltroni riconobbe come meritevoli di particolare tutela”.
Ad accettare, per primo, l'invito di Simone Di Stefano a visitare la storica occupazione di via Napoleone III è Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma, leader del Movimento nazionale per la sovranità, formazione politica alleata della Lega alle ultime elezioni che in una nota diffusa alla stampa afferma: so perfettamente che in quella sede ci sono molte famiglie che non hanno nessuna alternativa abitativa se non quel palazzo che fu occupato 15 anni fa, togliendolo da una situazione di evidente degrado. Non a caso riconoscimenti alla necessità sociale di quella occupazione sono venuti nel corso degli anni sia da amministrazioni di centrosinistra che da amministrazioni di centrodestra. Il sospetto è sempre lo stesso: che l’occupazione di Via Napoleone venga messa in discussione perché non è stata promossa da centri sociali di sinistra.”

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