21 ottobre 1981: i Nar uccidono il capitano Straullu. L'ultimo attacco della guerriglia nera - <b>FascinAzione</b>

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domenica 21 ottobre 2018

21 ottobre 1981: i Nar uccidono il capitano Straullu. L'ultimo attacco della guerriglia nera

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Il giovane ufficiale della Digos romana responsabile del terrorismo nero, il capitano Francesco Straullu, gira sempre con un’auto blindata, guidata da un agente della Digos. Abita alla periferia sud della Capitale, a Casal Bernocchi, direzione Ostia. Così i Nar si armano con fucili d’assalto e proiettili perforanti per sfondare vetri e corazza blindata. Cavallini si è persino portato una lancia degli indiani d’America, con cui infilzare il cuore di Straullu. Un significato, a suo dire, simbolico, che sia di monito per chi si mette contro i Nar. L’azione scatta alle 9 del mattino del 21 ottobre 1981. I Nar decidono di aspettare l’auto della Digos all’uscita di un breve sottopassaggio che porta a via Ostiense. Vale e la Mambro, su un’auto, sono sotto casa di Straullu e faranno da staffetta, avvertendo il gruppo di fuoco dell’arrivo della macchina della polizia. Negli appostamenti precedenti Straullu era stato accompagnato da un autista su un’Alfetta bianca blindata, ma oggi Mambro e Vale lo vedono salire su un’Alfasud rossa, apparentemente senza blindatura. Ripartono e arrivano al punto in cui è appostato il commando nero. Li avvertono: «Guardate che oggi Straullu sta su un’Alfasud rossa, non sull’Alfetta bianca blindata». Ma ormai le armi sono quelle. Dopo pochi minuti l’Alfa guidata dall’agente scelto Ciriaco Di Roma, con Straullu al suo fianco, imbocca il breve tunnel di Ponte Ladrone. Sordi, con un fucile d’assalto G3 a spalla, si mette in mezzo alla strada e spara contro l’abitacolo, seguito subito dopo da Alibrandi che mira, con un Garand, contro i due uomini della polizia. L’auto procede ormai senza più controllo e, appena uscita dal tunnel, viene fatta oggetto di raffiche di M12 sparate da Cavallini e Soderini. Poi finisce la sua corsa contro un muro. Alibrandi si avvicina a Straullu e gli spara un ultimo colpo al capo, provocando effetti devastanti, perché il Garand era armato con proiettili traccianti e lui non lo sapeva. A quel punto l’attentato si è trasformato in una mattanza. Anche oltre le intenzioni dei terroristi, che impediscono alla Mambro di avvicinarsi ai due corpi senza vita per prendersi le loro pistole e desistono dall’idea di infilzare Straullu con la lancia di Cavallini. Poi fuggono su due auto. Ormai i Nar hanno tagliato i ponti con tutto e tutti.

2 commenti:

  1. ultimo attacco a cosa? dopo l'omicidio Straullu/Di Roma i NAR compirono altre azioni contro gli uomini in divisa (ad es. l'attacco ad una pattuglia di Polizia in cui venne ucciso Alessandro Alibrandi) e compirono altre azioni (ad es. la rapina in cui venne ferita e catturata Francesca Mambro)

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  2. La morte di Alibrandi è un conflitto a fuoco casuale. L'azione in programma salta per il ritardo con cui vanno a prendere Lai in albergo.
    L'uccisione del carabiniere Radici è un conflitto a fuoco casuale per sottrarsi alla cattura.
    La cattura di Mambro è una rapina che va male.
    L'uccisione dei due agenti al Flaminio è la triste conclusione di un puttana tour.
    L'uccisione dell'agente Galluzzo all'Olp è il risultato di un disarmo mal organizzato.
    Ripeto: l'omicidio Straullu e Roma è l'ultimo attacco, cioè iniziativa militare organizzata, dei Nar. Buona giornata, Juri.

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