giovedì 6 settembre 2018

"Pezzo di merda, querelami". Roberto Fiore accetta la sfida del cavaliere Amalia De Simone

Immediata la replica dell'ex europarlamentare Roberto Fiore al durissimo attacco politico e personale della videoreporter del Corriere della Sera Amalia De Simone, nominata Cavaliere della Repubblica dal presidente Mattarella per il suo impegno professionale nelle inchieste antimafia. In questa lettera aperta, il leader di Forza Nuova annuncia querela

Signora Amalia de Simone
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leggo il suo post pieno di insulti in cui lei fa riferimento a una sua collega redattrice di un report sulla Libia ( in realtà è sulla Siria).La giornalista Lucaroli ha scritto per l' Avvenire un articolo molto differente a ciò che aveva appreso dalle sue fonti ( che io ho sentito ed erano indignate) facendo credere che la popolazione siriana è contro Assad e nascondendo ai lettori dell' Avvenire che la popolazione è contro i ribelli, che altro non sono che l' Isis o Al Nusra.  Non capisco perché la De Simone si agiti tanto di fronte ad una mia critica condivisa da operatori, religiosi e opinionisti che lavorano in Siria.Riguardo le altre questioni, lei vanta di essere informatissima ma sembra non sapere che:
1) Bologna. Io sono parte lesa nel processo di Bologna perché vittima del depistaggio Milano Taranto. In pratica i pidduisti e barbe finte che misero in piedi la gravissima macchinazione di depistaggio scelsero me ed altre due persone come capri espiatori e persone a cui "accollare" il finto attentato e quindi la strage di Bologna. Fortunatamente alcuni magistrati coraggiosi capirono quel che stava accadendo, arrestarono il gotha del pidduismo e dei servizi militari che avevano pensato bene di incolpare me. Ciò nonostante tanti giornalisti negli anni hanno continuato a descrivere un mio coinvolgimento, finendo per essere condannati a pene pecuniarie elevatissime. Solo la Repubblica ed il suo Corriere della Sera nel tempo hanno dovuto sborsare centinaia di migliaia di euro per le amenità che avevano scritto su di me a proposito della strage di Bologna.
2) A proposito della sua domanda "come hanno fatto due latitanti a costruire un impero nella capitale britannica di 1300 appartamenti" le rispondo che purtroppo per lei non furono i servizi segreti di sua maestà (a questo proposito dovrebbe leggere la relazione dell' allora capo dei servizi segreti Andreassi che dice chiaramente che la storia dei servizi segreti non ha nessun riscontro ed è falsa) e che la cosa è dovuta esclusivamente all' intuito per gli affari ed un forte sentimento di comunità che portò me e Morsello a Londra ad avere una struttura con 1300 appartamenti, un centinaio di impiegati, due agenzie di lavoro che trovavano oltre 3000 lavori all'anno a studenti e giovani europei,due scuole di inglese ed altro.Sfido qualsiasi servizio segreto a mettere in piedi una cosa del genere....
Infine perché i giudici inglesi non concessero mai l' estradizione? la risposta è semplice.Ci fu un processo che io attesi in carcere a Londra. Il Giudice dopo aver visto tutte le prove che i magistrati italiani avevano mandato per una serie di reati disse che si scusava per averci tenuto dentro per sei mesi ma con quelle prove in Inghilterra non saremmo mai arrivati ad un processo.Mi spiace che la sua ricerca sia cosi carente... spero che le sue inchieste sulle mafie siano state fatte con maggior rigore.Rimane il fatto che alcune delle sue affermazioni sono diffamatorie e pertanto mi vedrò costretto a querelarla.
Roberto Fiore

3 commenti:

sii! certo come no! arrivare a londra senza arte ne parte e, dopo poco ritrovarsi con 1300 appartamenti! veramente un intuito x gli affari fenomenale! (x chi ci crede!)

Il dubbio è sempre lecito sulle fortune di un imprenditore. E' invece certo il fatto che Roberto Fiore esce dal processo per la strage di Bologna con la qualifica di parte lesa essendo stato vittima del depistaggio del "Supersismi".

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