lunedì 24 settembre 2018

Meloni apre le liste per le Europee a Fitto. La protesta di Gioventù Nazionale divampa in tutta la Puglia

"Costruiamo insieme il grande movimento dei conservatori e dei sovranisti italiani, che parta dall’esperienza di Fratelli d’Italia ma che sappia anche aprirsi alle tante esperienze in cerca di una casa e di una causa. Un grande contenitore, plurale e coraggioso, per difendere la libertà, l’identità, la tradizione e l’interesse nazionale italiano". Parole chiare che non lasciano dubbi ad equivoci quelle pronunciate da Giorgia Meloni, d'altronde l'obiettivo politico di Fratelli d'Italia, nonostante i sondaggi dicano diversamente, è quello di raggiungere e superare quota 4% alle prossime europee.
Per conquistare eletti alle prossime elezioni europee bisogna candidare personaggi radicati sul territorio, con migliaia di voti personali di preferenza, anche se non eletti alle scorse elezioni politiche, in quanto travolti dall'onda dei consensi conquistati dal Movimento Cinque Stelle, come per esempio, caso Raffaele Fitto, leader di Noi con l'Italia, la cosiddetta quarta gamba post democristiana del centro destra, che era presente alla festa di Atreju.
L'eventuale candidatura nel collegio meridionale che comprende Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania e Puglia del post democristiano Raffaele Fitto non trova il gradimento dei militanti leccesi di Gioventù Nazionale, movimento giovanile del partito guidato da Giorgia Meloni che ha espresso tutto il suo dissenso con uno striscione che recita "Fiamma in af-Fitto.
Il senso di questa protesta, ci viene chiarito, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa dal coordinamento provinciale leccese di Gioventù Nazionale.
“Noi giovani siamo l’anima della Destra,  la nostra voce fuori dal coro, le nostre considerazioni pure, scevre da qualsiasi retro-pensiero, i nostri valori e le nostre idee non negoziabili sono la linfa dei partiti in cui scegliamo di militare. Il nostro punto di vista non può e non deve rimanere inascoltato. Il senso dello striscione che abbiamo sentito il dovere di esporre ad Atrejuè l’amarezza di dover apprendere dalla stampa nazionale di ingressi pesanti nel nostro partito.”
“Ci dispiace che proprio chi dovrebbe capirci e sostenerci ha invece scelto la via più semplice, quella di cercare di soffocare la nostra voce. Lo striscione ha avuto cinque minuti di vita perché oscurato e strappato” come ci dimostra un video diffuso dal Corriere Salentino.
“Chiediamo che le logiche politiche non scavalchino i territori – conclude GN Lecce – chiediamo considerazione, dialogo, confronto, rispetto del lavoro e dei risultati prodotti.”

“Un grazie importante va a tutti coloro i quali dalla Puglia e da ogni parte di Italia sia ad Atreju che in queste ore esprimono la loro solidarietà alla nostra comunità che, riteniamo, ha avuto il coraggio di dire quello che tutti pensano, il coraggio di restare ancora una volta pura come un diamante. Ma il grazie più grande va alla federazione provinciale del nostro partito che non ha avuto dubbi, superata la sorpresa, di venire al nostro fianco e prendere le nostre difese”.

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