mercoledì 29 agosto 2018

Le previsioni di Francesco Storace: l'Europa di domani sarà patriota e sovranista

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Il collega Francesco Storace, già direttore de Il Giornale di Italia, esponente di primo piano dell'italica destra, prima nel Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale, poi in Alleanza Nazionale, infine ne la Destra, in un breve articolo, riportato sul suo blog, di cui consiglio una attenta lettura, alla luce del vertice, avvenuto nella giornata di martedì 28 agosto a Milano tra il ministro dell'Interno Salvini ed il premier ungherese Viktor Orban prevede uno scenario, in virtù del quale, l'Europa di domani sarà patriota e sovranista. 
Una idea dell'Europa, cara alla destra, un disegno nuovo che presta maggiore attenzione ai popoli rispetto alle nomenclature. Un disegno che potrebbe avverarsi, in tempi rapidi, magari già alle prossime elezioni europee, prevista nel maggio del 2019.
Articolo che riportiamo per intero.

Chissà che pretendevano gli sfigati di piazza San Babila ieri a Milano… Protestavano contro il vertice tra Matteo Salvini e Viktor Orban. E perché mai non avrebbero dovuto vedersi i due leader?
Questa sinistra italiana è fuori di testa dal 4 marzo, quando gli elettori l’hanno sbullonata dal potere. E impazzisce ogni volta che accade qualcosa che esce dagli schemi che vorrebbe ancora imporre. Ma ormai è out. Fuori dai palazzi, fuori dalla storia. Che soffia in direzione opposta alla compagnia delle magliette rosse in servizio permanente effettivo. Non sanno che dire; inutile, il popolo non li ascolta più.
Orban invece qualcosa da dire ce l’ha, oltre alle sorprendenti parole nei confronti dell'”eroe” Salvini, così lo ha chiamato. Il leader magiaro delinea il futuro bipolarismo europeo, con Macron o contro Macron, quasi che la Merkel abbia lasciato il campo. Questo tempo della partita per la leadership continentale si sta giocando sui migranti e negli spogliatoi del Ppe è rissa tra compagni di squadra.
Il presidente della Francia vuole primeggiare nella gara per una sinistra accogliente e promigranti; contrapposta ad una destra – nelle sue varie forme – che punta alla difesa delle frontiere del continente. I popolari europei sono dilaniati al loro interno, perché non tutti sono disponibili a fare sacrifici nel nome della solidarietà in un mondo sempre più povero non solo a sud della terra.
Orban punta ad una egemonia di fatto con alleanze in tutta Europa. A prescindere dal Ppe e ovviamente dalla sinistra. Salvini, dal canto suo, si è preso anche la soddisfazione di poter replicare a quella nota dei capigruppo grillini sul suo incontro con Orban che l’aveva molto infastidito. Ha rivendicato una politica estera unitaria e a 360 gradi, Conte con Trump, Tria in Cina e lui con Orban, altro che vertice di soli capi partito…
La prossima volta i pentastellati facciano più attenzione e siano rispettosi, ha mandato a dire da Milano il ministro dell’Interno ai suoi inquieti alleati di governo.
Sul tavolo c’è una politica comune delle sovranità nazionali, che puntano a coordinare l’Europa più che a comandare gli uni sugli altri. Stati liberi e sovrani, che decidono insieme sulla base dei rispettivi programmi e ambizioni. È un disegno nuovo, di futuro più attento ai popoli che alle nomenclature, è il sogno di un’Europa come mai l’abbiamo vista e chissà che tutto questo non possa trovare realizzazione sin dalle elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, nella primavera del prossimo anno.
“Lavoriamo insieme per una futura alleanza che riporti al centro i valori che i nostri movimenti e i nostri governi rappresentano. Possiamo unire energie diverse con un obiettivo comune, escludendo le sinistre”, ha detto Salvini nella conferenza stampa con Orban. Se alle parole seguiranno i fatti, sarà una bella primavera per i popoli d’Europa. Tanto più che il leader leghista non è l’unico interlocutore di Orban, che alla vigilia del 4 marzo ricevette Giorgia Meloni nella capitale ungherese.
Tutto si muove attorno all’idea di patriottismo sovranista.

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