Le previsioni del leghista Giorgetti sul governo: "Le élite vogliono farci fuori" - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 13 agosto 2018

Le previsioni del leghista Giorgetti sul governo: "Le élite vogliono farci fuori"

A fine agosto i fondi speculativi aggrediranno il nostro paese, si può ripetere quello che è successo a Berlusconi sette anni fa. E l'opposizione, seppure in crisi, farà di tutto per saltarci addosso.
Parole chiare, semplici dirette, con le quali il sottosegretario Giancarlo Giorgetti, esponente di primo piano della Lega, lancia l'allarme nel corso di un'intervista rilasciata domenica 12 agosto al quotidiano nazionale Libero nella quale confessa che Palazzo Chigi si prepara all'assedio dei mercati.
D'altronde l'Europa e le èlite temono questo governo, precisa l'esponente leghista che si mostra preoccupato il giusto ed aspetta l'attacco. In fondo i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede ed agiscono. Abbiamo visto cos’è accaduto a fine agosto nel ’92 e sette anni fa con Berlusconi. Il governo populista non è tollerato. La Ue teme che, se funziona in Italia, altri Paesi possano imitarci".

Per il leghista, l'attacco partirà a fine agosto, alla ripresa dei mercati: "In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia", dice, assicurando che il governo è pronto a reagire: "Se arriva il temporale, apriremo l’ombrello", sostiene Giorgetti, "L’Italia è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato. Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all’estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica".

In ogni caso il governo gialloverde "durerà finchè converrà agli italiani": "A Lega e M5S converrebbe tornare al voto subito, incassare il consenso e annientare Pd e Forza Italia, ma noi lavoriamo nell’interesse del Paese, non delle nostre botteghe, per questo credo che l’orizzonte non sarà di breve termine", dice il sottosegretario, precisando come l'accordo di governo sia saldo, e le forze in campo ne hanno dato prova: M5S ci è venuto dietro sull’immigrazione e noi abbiamo tenuto duro sul decreto dignità. È una situazione incredibilmente nuova. Basti pensare che all’inizio tutti erano convinti che la debolezza del governo sarebbe stata la politica estera, che invece si è rivelata il nostro punto di forza".

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