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Strage di Bologna: gli avvocati di Gilberto Cavallini chiedono la desecretazione di alcuni atti

I difensori di Gilberto Cavallini,ex Nar imputato a 38 anni di distanza di concorso nella Strage di Bologna inviano una richiesta pubblica al Governo chiedendo di rendere pubblico "materiale assai importante per chiarire dopo decenni i gravi punti oscuri della tragica estate del 1980,da Ustica a Bologna".

La richiesta all’Esecutivo di attivarsi, "nella persona del presidente del Consiglio", presentata dagli avvocati Alessandro Pellegrini e Gabriele Bordoni riguarda "materiale relativo agli anni 1979-80 non coperto dal segreto di Stato ma tutt’ora classificato come segreto e segretissimo, acquisito dall’ultimaCommissione parlamentare Moro, presieduta da Giuseppe Fioroni":le carte "dell’Ambasciata italiana a Beirut e dei nostri servizi di informazione riguardanti le minacce di attentati contro l’Italia per la violazione del cosiddetto Lodo Moro"; poi "i documenti sulla scomparsa dei giornalisti Italo Toni e Graziella De Palo, avvenuta in Libano nel Settembre 1980",documentazione non più coperta dal segreto di Stato dal 28Agosto 2014". 
"Questo Governo che si presenta come fattore del cambiamento con il passato non può e non deve restare insensibile a questa semplice richiesta di verità ", scrivono gli avvocati "dell’ultimo imputato della strage del 2 Agosto avanti la Corte di Assise di Bologna, a 38 anni di distanza dai fatti e dopo due richieste di archiviazione avanzate negli anni scorsi dalla stessa Procura della Repubblica di Bologna".

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