venerdì 27 luglio 2018

Dario Fo e quella strana smemoratezza dell'enciclopedia Treccani

(G.p)Da ieri Dario Fo è entrato a far parte della sezione Italiani della Repubblica dell'Enciclopedia Treccani. L'Istituto ha inserito la biografia del Premio Nobel, andato oltre il 13 ottobre di 2 anni fa, nell'apposita sezione del suo portale in compagnia di altri grandi nostri connazionali.
Il portale ha lo scopo di integrare il Dizionario Biografico degli italiani con coloro che non sono stati biografati perché ancora viventi al momento della redazione del primo volume del medesimo.
La biografia di Dario Fo qualche spunto di perplessità ce la offre. Sicuramente su un punto.
Le esperienze vissute da un giovanissimo Fo (nato il 24 marzo del 1926) sul finire della Seconda guerra Mondiale.
Cosi scrive la Treccani: "scoppiata la seconda guerra mondiale e verso la fine del conflitto, pur renitente alla leva, si arruolò nel 1944 tra i paracadutisti, presentandosi al comando dell'artigliere contraerea di Varese, per evitare la deportazione in Germania e per coprire il padre responsabile del Comitato di liberazione nazionale per l'Alto Verbano. Ben presto, appena gli si presentò l'opportunità,disertò.

D'accordo quei pochi mesi nella vita di un artista non possono essere la questione dirimente. Però il racconto è reticente.
Al lettore inesperto, ai giovani maturandi, può non risultare chiarissimo che Dario Fo si arruolò volontario, quindi con coscienza e volontà nell'esercito della Repubblica Sociale Italiana come lo fecero tanti altri ragazzi della sua età nel nord del paese. Sempre con ruoli operativi prima nel ruolo di addetto alla contraerea di Varese e poi come paracadutista nelle file del Battaglione Azzurro.
Trovo personalmente allucinante questa amnesia della Treccani, enciclopedia italiana di scienze lettere ed arti, vanto della cultura italiana, fondato nel 1925 da Giovanni Treccani e dal filosofo Giovanni Gentile.
Per scoprire la vera storia di Dario Fo, raccontata dalla collega Ercolina Milanesi gli accademici italiani della Treccani avrebbe dovuto cliccare qui

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