Gianfranco Fini: sulla Russia Conte e Salvini scherzano con il fuoco - <b>FascinAzione</b>

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giovedì 7 giugno 2018

Gianfranco Fini: sulla Russia Conte e Salvini scherzano con il fuoco

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Riecco Gianfranco Fini. L'ex presidente della Camera dei Deputati, nonché l'ultimo presidente della destra di governo incarnata da Alleanza Nazionale, aspettando che il tribunale dedica circa un suo rinvio a giudizio per riciclaggio, nell'ambito di un'operazione legata alla vendita della famosa casa di Montecarlo torna a farsi sentire dai microfoni di Radio Campus.
E lo fa per attaccare il neonato governo giallo verde del premier Conte.  In particolare non sono piaciute a Gianfranco Fini, che  è stato ministro degli Esteri nel governo Berlusconi tra il 2004 ed il 2006 non sono piaciute certe aperture alla Russia di Putin.
E lo afferma, senza giri di parole: quando si parla di Russia non bisogna scherzare, non bisogna buttarla lì a vedere che effetto che fa. Quando si parla di Russia, bisogna ricordare non Putin, che è l'attualità, ma il passato, i 70 anni di comunismo, il periodo zarista.
Hanno nel dna atavico il ruolo di grande potenza egemone, perciò quando si parla di Russia significa scherzare con il fuoco.
Guai quindi a parlare di eliminare le sanzioni quindi. Un messaggio rivolto al premier Conte ed al ministro dell'intero Salvini, che precisa: "bisogna sempre ricordarsi che la Russia è una grande potenza che non ha mai conosciuto una democrazia analoga a quelle occidentali.
Oggi c'è la democrazia autoritaria di Putin, prima c'era il comunismo staliniano e brezneviano, prima ancora c'era lo zar.
C'è un filo conduttore tra queste tre esperienze, ovvero quello di affermare uno spazio vitale, una egemonia in aree che vanno molto al di là dei confini geografici della federazione russa.

1 commento:

  1. Un fallito prima a livello umano (Tulliani docet) poi a livello politico, che pontifica ancora e non si decide a sparire dalla scena.Un pusillanime che dovrebbe andare ai giardinetti sotto casa a dar da mangiare ai piccioni, che stra parla di un grande leader e di una potenza mondiale che deve necessariamente avere un ruolo di rilevanza. Proprio lui parla di un "filo conduttore" senza decenza alcuna; il suo "filo conduttore" allora possiamo dirlo senza tema di smentita è Badoglio.

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