Audaces invoca un'altra Repubblica - <b>FascinAzione</b>

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sabato 2 giugno 2018

Audaces invoca un'altra Repubblica

Mai più schiavi dell'Unione Europea, mai più servi delle banche,  per un'altra repubblica che difenda l'interesse nazionale, questi sono i testi di alcuni striscioni, affissi in diversi quartieri di Palermo dai militanti di Audaces, locale organizzazione della destra identitaria.
Il senso di questa iniziativa ci viene chiarito, da un comunicato, diffuso alla stampa, che pubblichiamo per intero.

Una repubblica di speculatori, costruita sulle illusioni, una repubblica schiava delle banche, dei mercati, dello spred e del debito pubblico, serva dei diktat dell’Unione Europea e delle ingerenze straniere. Una repubblica che ha svenduto la nazione alle potenze straniere, facendo diventare l’Italia terra di conquista per le multinazionali. Tutto il lusso e la grande distribuzione sono state svendute, i pozzi di petrolio libici sono adesso passati da ENI,anche questa ormai a maggioranza americana, a Total. Allo stesso modo i marchi italiani sono stati ceduti: Da TIM passata al gruppo francese Vivendi ad Alitalia, ormai di proprietà della compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti. Dalla Parmalat, acquistata dai francesi della Lactalis, alla Ducati e Lamborghini passati al gruppo Audi. Da Edison, adesso di proprietà del gruppo Electricitè de France a Italcementi,oggi di proprietà tedesca. Passando per i marchi di alta moda; Valentino (Qatar) Gucci (Francia) Bulgari (Francia). Una repubblica che "salva" le banche, brucia i risparmi degli italiani e, con le sue politiche, permette il fallimento delle nostre aziende, come la Melegatti. Una repubblica che incentiva l’emigrazione dei nostri giovani laureati e l’immigrazione di uomini senza arte né parte. Noi crediamo invece in una Repubblica fatta da grandi opere, grandi statue di marmo, di miti,eroi,sognatori,romantici,patrioti, una Repubblica fiera e sovrana, che difenda l’identità e il popolo italiano, una Repubblica che difenda prima gli interessi nazionali.

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