domenica 1 aprile 2018

Thiene: contro l'apertura di Casa Pound in piazza 150 antifascisti

Chiudere Casa Pound, siamo tutti antifascisti. Questo era il testo dello striscione esposto in piazza a Thiene, in provincia di Vicenza
per protestare contro l'inaugurazione della prima sede di Casa Pound Italia nel vicentino.
Ad organizzare la manifestazione antifascista è stata la locale sezione dell'associazione nazionale partigiani d'Italia. La parola d'ordine è stata mai più fascismo, facendo un chiaro ed evidente riferimento alla dodicesima disposizione transitoria  della Costituzione e alle leggi Scelba 
CasaPound Italia “è un partito neofascista, violento, razzista e sessista”, recitava un volantino che veniva distribuito. “Negli anni ’70, hanno affermato i responsabili Anpi in un improvvisato comizio di piazza,   alcune organizzazione neofasciste furono chiuse. Una società democratica non dovrebbe tollerare il ritorno di queste organizzazioni. Per questo il nostro appello nazionale ‘Mai più fascismi’, promosso da 23 associazioni, organizzazioni, forze politiche e sindacali democratiche e antifasciste, verrà presentato anche al nuovo governo”.
“A dichiarare l’essere fascista di Casa Pound, sostiene l’Anpi – non siamo noi, ma è Di Stefano, il massimo rappresentante nazionale di quel movimento.
 Recentemente, a Pavia, ha affermato: ‘Siamo fascisti e pensiamo all’interesse della nazione’. Rispondere a queste idee e alle conseguenze che esse comportano (razzismo, odio contro il diverso, culto della forza e dell’uomo forte) è doveroso, da parte di antifasciste e antifascisti, in nome della Costituzione repubblicana e di coloro che, come Giacomo Chilesotti, hanno combattuto contro il fascismo e il nazismo e sono morti sotto i colpi nazifascisti”. I rappresentanti dell’Anpi hanno anche ricordato che “l’obiettivo non è impedire l’espressione delle idee altrui, ma non ammettere idee fasciste in una paese come l’Italia, intrinsecamente antifascista”.
Jacopo Borga, in rappresentanza di Schio antifascista, che per prima aveva sollevato il problema dell’apertura della sede della formazione di estrema destra a Thiene, si è scagliato anche contro l’amministrazione comunale thienese: “Chi ha concesso l’autorizzazione ad aprire questa sede, fra l’altro vicino alla cittadella degli studi? Perché il Comune è stato zitto fino ad oggi?”. Il sit-in si è concluso con un breve corteo per le vie del centro.

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