giovedì 26 aprile 2018

La lega contro il Salerno Pride: no a contributi pubblici

No ai soldi pubblici per il gay pride a Salerno. La Lega, nelle persone del coordinatore provinciale Mariano Falcone, il consigliere comunale Giuseppe Zitarosa, il coordinatore cittadino Cristian Santoro contesta il patrocinio e fondi comunali a favore dell'evento, fortemente voluto dai militanti salernitani dell' Arcigay che si terrà sabato 25 e domenica 26 maggio sul lungomare Trieste.
Il senso di questa protesta ci viene chiarito, con maggiori dettagli, da una nota, diffusa alla stampa, firmato dal coordinatore provinciale Falcone, dal consigliere Zitarosa, dal coordinatore cittadino Santoro che pubblichiamo per intero.


E’ notizia di queste ore che il comune di Salerno senza interpellare nessuno elargirà un contributo di 2.500 euro per il gay pride, manifestazione di sapore carnevalesco, che sfilerà per le strade della città nelle prossime settimane mettendo alla berlina chi vive in modo legittimo la propria sessualità, di qualsiasi tipo sia, con rispetto e dignità, nel proprio privato. Ribadiamo ancora una volta che i soldi pubblici debbono essere utilizzati per dare servizi ai cittadini e per le famiglie in difficoltà così come ribadiamo che quelli che sono i diritti naturali e fondamentali delle famiglie vanno difesi gridando forte il nostro NO a quelle che sono definite unioni civili, alle adozioni di bambini da parte di coppie gay ed ha qualsiasi tipo di teoria gender. Invitiamo le autorità ecclesiastiche, le forze politiche del centro destra, le associazioni in difesa della vita e della famiglia, le autorità e le associazioni cattoliche a prendere una posizione netta e chiara ribadendo che non siamo contrari al diritto di manifestare e di esporre le proprie idee ma siamo contrari all’utilizzo di soldi pubblici per una sfilata carnevalesca in pieno giorno con espliciti richiami sessuali dal gusto scandalistico e provocatorio come abbiamo ampiamente avuto modo di constatare in questi anni ovunque queste iniziative siano state fatte; immagini ed atteggiamenti che in televisione non possono apparire se non dopo la mezzanotte e che al contrario per le strade pubbliche, magari per il nostro lungomare in pieno giorno con famiglie e bambini tutti possono vedere, manifestazioni che offendono la morale ed il buongusto oltre ad essere una violenza psicologica gratuita ed antidemocratica nei confronti di chi non ama certi tipi di “esternazioni” pubbliche. 

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