Firenze, condannati per lesioni ai danni di studenti due militanti di CasaPound: 6 mesi - <b>FascinAzione</b>

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sabato 3 marzo 2018

Firenze, condannati per lesioni ai danni di studenti due militanti di CasaPound: 6 mesi

Due militanti di CasaPound sono stati condannati ieri dal tribunale di Firenze a sei mesi di reclusione con l'accusa di "lesioni personali e minacce" per aver aggredito e picchiato, il 14 giugno 2015, durante le Giornate del Lavoro della Cgil, alcuni ragazzi della Rete degli Studenti Medi, tra i quali militanti di Perugia e dell’Esecutivo regionale dell’Umbria. Tra questi c'era anche un minorenne. I due esponenti delle Tartarughe frecciate dovranno pagare le spese processuali.e risarcire gli aggrediti. I difensori delle vittime, gli avvocati Michele Bonetti e Silvia Antonellis hanno spiegato: “Dopo circa due anni dall’inizio di questo complesso procedimento penale, in cui abbiamo assistito gli studenti, è arrivata finalmente la condanna agli aggressori. Gli imputati sono stati condannati per i reati di lesione personale e minaccia, con aggravanti, per una pena finale di sei mesi di reclusione. Il Tribunale di Firenze ha dichiarato inoltre l’impossibilità “per il riconoscimento delle (attenuanti) generiche, avuto riguardo all’estrema gravità delle condotte e al comportamento processuale”, accertando la “veemenza della condotta ai danni di più persone offese, posta in essere anche con l’uso di armi improprie e con minacce”.
Uno dei due condannati, Tommaso Ceccarelli, 26 anni, responsabile del Blocco studentesco è anche candidato alle elezioni politiche nel collegio plurinominale della Camera di Firenze-Mugello-Empoli.
I due condannati sono stati identificati dalle vittime e da altri testimoni sulla base di alcune foto scattate da un turista americano. Secondo la ricostruzione processuale i responsabili dell'aggressione erano cinque ma gli altri tre non sono stati riconosciuti.
Proprio l'altro giorno, in un articolo sul Primato Nazionale, lo storico difensore del movimento della tartaruga frecciata, Domenico Di Tullio sottolineava come a fronte di tanti processi aperti pochissimi si fossero conclusi con condanne definitive:
"Questo per fare piazza pulita di teoremi e statistiche pelose: 359 indagati negli ultimi cinque anni il dato spesso entusiasticamente e acriticamente rilanciato, interpretate maliziosamente dai soliti commissari politici della cronaca giudiziaria. La certezza la fa la condanna passata in giudicato, il resto sono indagini perlopiù originate da iscrizioni al registro degli indagati come atti dovuti, ma senza ulteriore seguito.  Nessun militante dell’associazione nonché la stessa in ragione della sua attività è stato mai indagato per reati previsti o aggravati dalla poco costituzionalmente orientata Legge Mancino. In realtà, la gran parte delle indagini connesse alla militanza in CasaPound sono in ordine a reati, certamente meno gravi, associati alle lotte per il diritto alla casa e la giustizia sostanziale, ovvero occupazioni abusive e manifestazioni non autorizzate, mentre per alcune manifestazioni di piazze, pochissime e le più esasperate nella protesta comunque meno violenta di quella dei centri sociali, sono state contestate resistenze e altri comportamenti ostativi alla forza pubblica. Rimangono, poi, altre indagini e processi che scaturiscono da contrapposizioni violente con chi vorrebbe a tutti i costi impedire la presenza fisica dei militanti di Casapound come i loro diritti costituzionali, ovvero dalle aggressioni di chi poi si racconta vittima di violenza politica, magari costituendosi anche parte civile, dopo esser partito aspirante suonatore e esser tornato, invece, ben suonato".

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