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venerdì 9 marzo 2018

E Salvini resuscita Futuro e Libertà: eletti due ex parlamentari al Sud


Tra le tante cose straordinarie che ha fatto il 4 marzo Matteo Salvini c'è anche quella di riportare in parlamento la corrente finiana affondata nel ridicolo nelle precedenti elezioni politiche. Al Sud infatti, tra i 12 eletti ci sono ben due ex parlamentari di Futuro e Libertà, Giulia Buongiorno, eletta a Palermo, e Claudio Barbaro che dopo una importante carriera di manager sportivo, dalla Fiamma alla giunta nazionale del Coni, è entrato in parlamento nel 2008 per aderire alla scissione finiana e tentare l'avventura elettorale con Futuro e Libertà nel 2013. Un fedelissimo di Fini: al punto di fare a botte in aula (nella foto a sinistra) con un collega leghista, Fabio Rainieri dopo gli attacchi del capogruppo leghista Reguzzoni al presidente della Camera. Anche questa volta Barbaro è in quota postmissina: è infatti uno dei pochi candidati riconosciuti al Movimento sovranista di Alemanno e (non più) Storace e collocato in posizione utile. Del resto, attraverso percorsi variegati, la componente esplicitamente di destra ha espresso gli eletti di tre regioni, l'anima centrista è prevalsa in Puglia e Sicilia. 
In Campania, infatti, sono stati eletti, con Barbano, Pina Castiello, troppo giovane per aver vissuto l'esperienza missina ma scafatissima esponente di Alleanza nazionale, con una rapidissima ascesa: consiglio comunale di Afragola, consiglio regionale, parlamento con An (2006) Pdl (2008) Forza Italia (2013), approdata a fine 2016 in Noi con Salvini. E' figlio d'arte, invece, il coordinatore regionale di NcS, Gianluca Cantalamessa, 50 anni. Il padre Tonino fu consigliere regionale e poi europarlamentare missino, romualdiano. In Basilicata è stato eletto, con il 7% dei voti, il quarantatreenne sindaco di Tolve, Pasquale Pepe, quindici anni da amministratore locale, sempre radicato nella filiera della destra sociale, da An al Pdl a Fratelli di Italia. Passato da pochi mesi alla Lega, con  "il Sud in testa", battendo nella corsa al resto utile il ben più noto e accreditato consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Gianni Rosa.
Da una storia di destra sociale proviene il coordinatore calabrese di Noi con Salvini, Domenico Furgiuele. Giovane imprenditore dei lavori stradali, con un album di famiglia che è stato "attenzionato" dalla grande stampa antifascista: per il suocero imprenditore detenuto per un cumulo di pene e considerato collegato ai clan del Lametino, per la moglie sottoposta a sequestro dei beni perché ritenuti quote del patrimonio paterno, per il cognato, consigliere comunale civico a Lametia e candidato alla Camera con CasaPound. Cattolico tradizionalista è invece uno degli eletti in Sicilia, Alessandro Pagano, iscritto sin dai tempi dell'Università ad Alleanza Cattolica, 14 anni di consiglio regionale e lunghi assessorati con Forza Italia, dal 2008 in Parlamento. Passato con i reprobi di NCD se n'è distaccato nel 2016, in rottura sulle unioni civili. E da allora, con il passaggio a NcS per tutti è diventato il PaDano.

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