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Castellammare di Stabia: una strada da intitolare al finanziere Acanfora infoibato dalle truppe di Tito

Anche un figlio di Castellammare di Stabia, popoloso comune di oltre 65 mila abitanti della città metropolitana di Napoli fu martire delle foibe. E' quanto emerge da una complessa ricostruzione storica, finalizzata alla produzione di un film sul dramma delle foibe che ha consentito allo stabiese Antonio Cimmino dell'Associazione Marinai d'Italia a ridare luce alla storia del capitano della Guardia di Finanza Giovanni Battista Acanfora.
Il 2 maggio del 1945, a Trieste, città dove viveva, era sposato e prestava servizio presso la caserma di Campo Marzio, fu catturato dalle truppe di Tito.
Del capitano Acanfora, moglie, parenti e familiari non ebbero più notizia, presumibilmente fu infoibato come tanti suoi commilitoni.
A 73 anni dalla tragica morte di Giovanni Battista Acanfora  alcuni cittadini stabiesi hanno pensato di dover rendere onore al capitano vittima dell'eccidio delle foibe, chiedendo al Commissario Prefettizio ed alla Commissione Toponomastica della città, al settore servizi demografici, alla Prefettura di Napoli l'intitolazione di una strada o in alternativa di un pubblico edificio alla memoria del capitano della Guardia di Finanza.
Al momento sono state raccolte oltre 300 firme. Ad attendere questo riconoscimento sono anche alcuni parenti del militare che vivono in città come i cugini Pina e Francesco Acanfora, il nipote Andrea che nel 2015 ha ritirato, in memoria del nonno, la medaglia d'oro concessa dal presidente della Repubblica.

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