Raid di Macerata/5. Emiddio Novi: dopo 40 anni ritorna il terrorismo di Stato - <b>FascinAzione</b>

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domenica 4 febbraio 2018

Raid di Macerata/5. Emiddio Novi: dopo 40 anni ritorna il terrorismo di Stato


Un intervento di Emiddio Novi, mio antico maestro di giornalismo, passato dalla destra radicale al Senato nei ranghi di Forza Italia, mantenendo integro il nocciolo duro della sua visione del mondo e del pensiero politico. Non condivido ovviamente un pezzo del suo ragionamento ma gli elementi che offre alla riflessione sui fatti di Macerata sono interessanti. 


A Macerata dopo 40 anni, si rivede il terrorismo di Stato che costò all'Italia centinaia di morti, una guerra civile che travolse un'intera generazione.
I terroristi, anche allora, erano spesso reclutati dai cosiddetti servizi deviati. Li reclutavano, i terroristi, tra i militanti che era possibile infiltrare, ispirare, guidarli nella scelta degli obiettivi da attaccare. Ed ecco la biografia di Luca Traini. Ipertatuato persino in volto. Viveva a casa della nonna a Tolentino. Non aveva un lavoro. Le aveva provate tutte. Buttafuori nei locali, security in un supermercato, autista nel trasporto carni. E soprattutto tanta palestra. Si era candidato per la Lega a Corridonia. Un Paese dove non conosceva nessuno. Tanto da non prendere nemmeno un voto. Ma non perdeva l'occasione quando Salvini era in zona di farsi fotografare vicino o nei pressi del leader leghista. In palestra era un esagitato. Tanto che il titolare Francesco Clerico, un suo amico, s'era visto costretto ad allontanarlo. Sempre Clerico ricorda che il terrorista Luca Traini attraversava una fase di grave crisi personale: "Stava così male, ha dichiarato a giornalisti e inquirenti, che era andato da uno psichiatra, il medico lo aveva giudicato un soggetto borderline". Bene, un tipo del genere s'era visto autorizzato dalla Prefettura di Macerata a girare armato con una pistola Glock che, riferiscono i giornali, era regolarmente detenuta. Capito? 
Eppure il ragazzo andava ripetendo in giro che prima o poi la sua pistola gli sarebbe stata utile per difendersi e per difendere amici e conoscenti dai nigeriani che a Macerata controllano la mafia locale dello spaccio e della prostituzione. A peggiorare la situazione c'era stata anche la rottura con la sua ragazza. Il suo estremismo era incontrollato e incontrollabile. Si vantava di essere border line. E pur avendo perso il lavoro poteva contare su una disponibilità economica di misteriosa provenienza. Non gli mancavano certo i soldi per comprare una macchina nuova, per frequentare locali e per ostentare una agiatezza che non aveva quando lavorava. 
Nonostante il casino che combinava in una piccola città come Macerata, nessuno in Questura o in Prefettura aveva ritenuto di ritirargli la pistola. L'assassinio di Pamela da parte di uno spacciatore nigeriano che l'aveva macellata e fatta a pezzi aveva scatenato la vocazione alla rappresaglia di cui si vantava. Ed ecco il raid del giustiziere pazzoide, le pistolettate contro i nigeriani. I ferimenti, la folle corsa in macchina, la cattura avvolto in una bandiera tricolore. Il proclama politico: volevo vendicare Pamela, ho sparato nei luoghi in cui spacciano e intimidiscono gli italiani. Qui ci sono troppi stranieri, nelle strade comandano loro. Riprendiamoci l'Italia. 
E allora riflettiamo su alcuni particolari: come mai la Prefettura aveva rilasciato un porto d'armi a un tipo del genere in cura da uno psichiatra. Perché dopo le sue esibizioni di estremista cane sciolto la DIGOS locale non aveva preso nessuna iniziativa per ritirargli l'arma? E ancora l'improvviso benessere, l'acquisto di una macchina nuova, la ricerca di visibilità alle manifestazioni leghiste, la candidatura in un comune in cui non risiedeva e dove non aveva preso neppure un voto a quale finalità puntavano. Semplice, chi lo proteggeva dopo averlo attenzionato sapeva che un personaggio del genere prima o poi torna utile, come tanti altri, per costruire una nuova strategia della tensione. I leghisti devono stare in guardia. Non sottovalutare certi segnali. Questi gli vogliono costruire addosso il vestito di un partito estremista, pieno di fanatici, destabilizzatore e pericoloso. Con Almirante la strategia ebbe successo. È quella esperienza dovrebbe suggerire a Salvini una denuncia di questo tipo, nemmeno tanto nuovo e originale, di terrorismo promosso dallo Stato.
Fonte: Facebook

1 commento:

  1. come mai la di.gos. blablabla ? ma il problema sono i meme antiblodirini su feisbuc caro signore!

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