lunedì 26 febbraio 2018

Il figlio di Ursino: non sono un autonomo, ho solo suonato in quel centro sociale

In questa foto, pubblicata stamattina da la Repubblica, i due giovani segnati da un cerchio sono Erik Ursino e Carlo Mancuso, rispettivamente primo figlio e uno degli aggressori di Massimo Ursino, il leader palermitano di Forza Nuova che  qualche giorno fa è stato bloccato, immobilizzato e malmenato da una pattuglia di militanti del centro sociale Anomalia, dove appunto quella foto è stata scattata. Erik Ursino, accusato di fraternizzare con i nemici di suo padre, ha diffuso tramite l'ufficio stampa di Forza Nuova, una nota di precisazione:

Con grandissima sorpresa e disappunto questa mattina ho letto un articolo di BlogSicilia, già rilanciato da altre testate come l'immancabile Repubblica, in cui si affermava la mia militanza nel centro sociale Anomalia, sulla base di un'intervista ad un loro esponente, del tutto diffamatoria e provocatoria.
Per fare chiarezza, io non ho mai militato in nessun centro sociale né ho mai frequentato questo luogo politico sedicente "pacifista". Come ho sempre spiegato non mi occupo di politica bensì di musica ed anni addietro ho colto la possibilità, per due volte, di esibirmi anche nei loro centri. 
Le foto utilizzate da BlogSicilia, mi ritraggono in piazza durante una manifestazione studentesca apolitica, risalente ai miei primi anni di liceo ed un'altra all'interno del centro sociale durante uno degli eventi sopra citati con i membri del mio gruppo musicale e gli organizzatori dell'evento.
Detto questo, come ho già ribadito, io non sono mai stato schierato politicamente e ciò conferma che la militanza tanto acclamata da Anomalia non è altro che il tentativo disonorevole (anche questo), di tirarmi in mezzo ad una questione che non può che vedere un figlio accanto al padre, così come gli sono stato vicino in ospedale e durante la conferenza stampa a piazza Crispi.
Spero vivamente che i genitori di chi frequenta questo centro sociale siano ideologicamente in linea con loro o rischiano evidentemente lo stesso trattamento che è stato riservato a mio padre.

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