CasaPound a Monte Giano: con mille pini ricostruiamo la scritta DVX - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 5 febbraio 2018

CasaPound a Monte Giano: con mille pini ricostruiamo la scritta DVX

Circa 200 persone, chiamate a raccolta da CasaPound Italia (nella foto in basso il candidato presidente della Regione Lazio, Mauro Antonini) e aderenti anche al gruppo di protezione civile della Salamandra e all’associazione ecologista la Foresta che Avanza, hanno raggiunto domenica 4 febbraio la vetta del Monte Giano, ad Antrodoco (Rieti), ripristinando una parte della gigantesca scritta ‘Dux’, realizzata con gli alberi nel 1939 e in parte distrutta da un incendio la scorsa estate.

"Come avevamo promesso dopo il devastante incendio dello scorso agosto - spiega in una nota il vicepresidente di Cpi Andrea Antonini - oggi, insieme ai volontari della protezione civile della Salamandra e dell'associazione ecologista la Foresta che Avanza, siamo saliti in cima alla montagna che sovrasta Antrodoco ripristinando una parte della gigantesca scritta andata in fumo".
Circa 200 le persone che hanno contribuito alla 'riparazione' dell'opera realizzata nel 1939 dagli allievi della Scuola Guardie Forestali di Cittaducale, ripiantumando e mettendo a dimora mille pini austriaci, analoghi a quelli andati distrutti, acquistati grazie alla raccolta fondi a cui hanno partecipato tantissimi italiani.
"Questa è CasaPound - aggiunge Antonini - e questi sono gli uomini che ne fanno parte: persone che si mettono in gioco in prima persona, che agiscono e risolvono i problemi, persone che amano la propria terra e che non hanno paura di rimboccarsi le maniche quando è necessario. Quello di oggi è però anche un atto simbolico. Vogliamo che l'Italia, e il Lazio con lei, torni a essere quello che era una volta: un Paese coraggioso e capace di opere straordinarie, come fu quella scritta realizzata durante il fascismo, che ancora oggi rappresenta un presidio indefettibile per la sicurezza del territorio reatino. Un paese dove non ci sono territori che fagocitano tutte le risorse e periferie abbandonate a loro stesse, ma una comunità organica che lavora insieme per il bene di tutti".

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