Tensioni a Modena: Progetto Nazionale solidarizza con l'associazione “La Terra dei Padri” - <b>FascinAzione</b>

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lunedì 8 gennaio 2018

Tensioni a Modena: Progetto Nazionale solidarizza con l'associazione “La Terra dei Padri”

Progetto Nazionale esprime solidarietà al circolo ''La Terra dei Padri'' di Modena per l'atto intimidatorio subito ieri da parte di ignoti, i quali hanno affisso difronte alla sede dell'associazione culturale uno striscione, a firma 'Anarchici', inneggiante ai fatti di sangue di Acca Larentia. Ricordiamo che il circolo culturale di destra non è nuovo ad atti intimidatori e ad attentati veri e propri come quello avvenuto nella notte tra il 24 e 25 maggio scorso, quando, sempre ignoti, si sono introdotti nella sede di via Biondo n. 297 ed hanno appiccato il fuoco, o come la contestazione, avvenuta lo scorso anno all'apertura del circolo, quando gruppi autonomi dell'area antagonista hanno contestato l'evento definendo "La Terra dei Padri" un covo di neofascisti.
Di seguito l'intervento sui fatti di ieri del movimento politico che fa capo a Piero Puschiavo

«Progetto Nazionale esprime piena solidarietà all'ennesimo vile atto di intimidazione nei confronti del circolo modenese ''La Terra dei Padri'' . Una dimostrazione,l'ennesima, di vigliaccheria e provocazione spicciola verso chi porta avanti attività culturali e politiche non conformi.
''Azione'' perpetrata non a caso in una data simbolo per l'intera nostra area, che rappresenta una delle pagine più significative della sanguinosa storia politica del dopoguerra italiano. il 7 gennaio 1978 due giovani ragazzi appartenenti al Fronte della gioventù romano caddero davanti alla sede Missina di Acca Larentia sotto i colpi di mitra dei terroristi rossi. Franco Bigonzetti di 20 anni e Francesco Ciavatta di 18 vennero uccisi sul posto mentre altri giovani camerati feriti dalle raffiche riuscirono a proteggersi dietro il portone blindato della sede. Durante la serata ,nelle ore successive all'attentato, scoppiarono tafferugli e scontri fra i militanti accorsi sul posto e le forze dell'ordine, qui il diciannovenne Stefano Recchioni cade ucciso da un colpo di pistola alla testa esploso da un capitano dei carabinieri. Una data che segna per sempre la storia della politica Italiana,una data che rappresenta per noi un martirio. Vediamo come a Modena negli ultimi anni si stia virando verso un clima di intimidazione e censura sistematica, con i media locali a far da bravi servitori della pubblica amministrazione. Un'amministrazione che non perde attimo per ribadire a gran voce l'appartenenza al soviet supremo sbandierando a destra e a manca i valori della costituzione,ultima grande trovata della giunta Muzzarelli il ''giuramento antifascista'' per la concessione del suolo pubblico, mentre la situazione politico-amministrativa fa acqua da tutte le parti e quando è ormai evidente ai più come la parte politica ''extraparlamentare'' che crea disordine pubblico sia ben altra. Lungi da noi puntare il dito,se non alle amministrazioni ed ai politici inefficienti e bugiardi, ma il 7 gennaio insegna. Solidarietà quindi a chi ancora va avanti di fronte a queste misere provocazioni di chi infanga sistematicamente la memoria dei caduti (basta pensare nell'ultimo anno alle ingurie alla memoria di Sergio Ramelli, ai martiri delle foibe e addirittura al monumento ai caduti del primo conflitto mondiale), solidarietà non di circostanza ma di consapevolezza di appartenere allo stesso lato della barricata».

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