venerdì 26 gennaio 2018

La rivoluzione toponomastica di De Magistris: Piazzale Tecchio si chiamerà Piazza Ascarelli. Sansoni: la storia di Napoli non si cancella

Piazzale Vincenzo Tecchio, nel popoloso e popolare quartiere di Fuorigrotta, in tempi rapidi, diventerà piazza Giorgio Ascarelli. Ad annunciarlo è stato il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris a margine della deposizione di una corona d'alloro in ricordo di Luciana Pacifici, la bambina napoletana di pochi mesi vittima della ferocia nazista, morta nel 1944 ad Auschwitz.
La scelta di cambiare l'attuale denominazione del piazzale di Fuorigrotta ha un alto valore simbolico. Infatti, negli anni 50 il piazzale fu intitolato a Vincenzo Tecchio, ex segretario provinciale del Partito Nazionale Fascista e presidente della Mostra d'Oltremare quando fu inaugurata nel 1940.
Tra pochi mesi, il piazzale dovrebbe intitolarsi, salvo sorprese piazzale Giorgio Ascarelli, industriale napoletano di origine ebree, fondatore nel 1926 dell' Associazione Calcio Napoli.
Una scelta, quella di cambiare nome ad uno storico piazzale di Fuorigrotta che trova tutto il consiglio comunale d'accordo, dagli antagonisti dei centri sociali a Fratelli d'Italia, come in gran parte della cosiddetta intellighenzia cittadina con un'unica eccezione quella del giornalista Alessandro Sansoni
Il collega Alessandro Sansoni, consigliere dell'Ordine nazionale dei Giornalisti, in gioventù dirigente ex presidente provinciale di Azione Giovani, l'organizzazione giovanile di Alleanza Nazionale che dal suo profilo Facebook cosi tuona :

"Il cambio di nome di Piazzale Tecchio in Piazza Ascarelli, annunciato questa mattina dal sindaco de Magistris, è semplicemente un'INFAMIA. E' sintomo di un'ignoranza senza pari, è un vilipendio alla storia di questa città. Capisco l'invidia di un individuo che al termine della sua avventura politica non lascerà niente (a parte la macerie) ai posteri, verso un uomo che ha lasciato, al contrario, un segno indelebile delle sue capacità, ma penso che occorrerebbe avere un minimo di rispetto e di senso della misura".


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