domenica 14 gennaio 2018

Isabella Rauti replica: alla fine era pure colpa mia

Galeotta fu la Nato. E' stata la lunga assenza da casa di Isabella Rauti, in missione all'estero per 11 mesi come ufficiale della Riserva selezionata dell'Esercito, a favorire la storia tra il marito, Gianni Alemanno e la sua fidanzata. Una storia che si è ben presto trasformata in un fidanzamento e nella fine del loro matrimonio: “Quando sono tornata a casa – spiega a Maria Corbi, in un'intervista alla Stampa - e ho scoperto che aveva un’altra mi ha rimproverato di averlo abbandonato. Una giustificazione che ricalca gli stereotipi diffusi nel Paese». 

Un'intervista bella e dolorosa, accettata per le insistenze della giornalista, «per un desiderio di compiutezza e rispetto verso questa nostra storia che si chiude definitivamente. Siamo stati una coppia che ha condiviso tutto, e che è stata a lungo un riferimento per un’intera comunità». Una comunità che è già da tempo lacerata e divisa. A cominciare dalle scelte dei due leader che rinnegano anni di battaglie: contro l'americanismo, in difesa della famiglia. 
«Il servizio fotografico di Chi evidentemente posato– spiega Isabella Rauti – è stato un grande dolore e una mancanza di rispetto nei confronti della sua famiglia e nei confronti miei e di nostro figlio. Non si può essere così tanto fidanzati quando si è ancora sposati e non ci si fa pubblicità, soprattutto quando tutto è cominciato con una storia extraconiugale».
Una storia cominciata a marzo ma che già a giugno desta scalpore. Perché l'ex sindaco di Roma, grande amante della famiglia tradizionale, pensa bene di andare a cena al ristorante con l'addetta stampa e una coppia gay abbastanza nota, il cantante Scialpi e suo marito. Giusto per non farsi notare. E così il gossip arriva alle orecchie della moglie tradita che, per una volta, non è proprio l'ultima a saperlo: «Lo avevo aspettato a casa – ricorda la figlia del fondatore di Ordine Nuovo - per organizzare le nostre nozze d’argento. E mi ha detto che stava “estendendo” le sue amicizie. E dopo la mia insistenza ha confessato di avere una relazione da tre mesi con questa donna, appena diventata sua addetta stampa». 
Lo strappo personale fa seguito alla rottura politica, già consumata da due anni: «Io non ho condiviso le sue scelte già dal 2015 e infatti sono rimasta in Fratelli d’Italia. E oggi non posso condividere la scelta per Salvini perché rivendico una storia autenticamente di destra e missina e preferisco l’originale a ogni imitazione. Salvini urla cose di destra ma non ha una storia di destra e non ha nel Dna del suo partito la difesa dell’unità nazionale che per me è valore primario e non negoziabile».

1 commenti:

Se la può infilare, la difesa dell'unità nazionale...

Posta un commento