giovedì 18 gennaio 2018

Il caso Petacci. L'orrenda battuta di Gnocchi e il silenzio delle femministe


Stamattina ho scritto questo intervento per il portale di Tiscali, a cui collaboro da qualche mese, a proposito del "caso Petacci". Intanto Gnocchi, in diretta su Radio Capital, è tornato sulla questione: "È un malinteso. Mai e poi mai infierirei su dei morti, lontanissima da me l'idea di dileggiare Claretta Petacci. Mi dispiace se qualcuno si è sentito toccato, ma non mi sento in colpa e rivendico il diritto di fare satira". Per il comico parmigiano l'obiettivo della battuta "era Giorgia Meloni: pubblicava tante foto sui social e sembrava come quando si smarrisce un gatto o un cane, e pensando a lei ho dato quel nome al maiale. E lei, che è una donna intelligente, non ha reagito. È una cosa lieve, minima come idea di base". Il 62enne fa sapere però che ha ricevuto minacce da ambienti dell'estrema destra: "Stamattina ho trovato manifesti intimidatori di Forza Nuova sotto casa mia". Inoltre ha spiegato che "hanno minacciato di manganellarmi". 

La pessima battuta di Gene Gnocchi sul maiale che gira per Roma (“è femmina e si chiama Claretta Petacci”) ci consegna un Paese diviso a metà. Nello studio “Di martedì” hanno riso o sorriso tutti, a cominciare dal conduttore. Da ieri mattina, invece, a una unanime indignazione, con tratti di autentica rabbia e di insulti minacciosi nei confronti del comico parmigiano, della stampa e del “popolo di destra” ha fatto da contrappeso un silenzio abbastanza omogeneo a sinistra. Decisamente sopra le righe la replica di Alessandra Mussolini, che parla di “verme, stronzo, merdata” mentre insolitamente pacato è l'intervento del deputato di centrodestra Massimo Corsaro, più volte stigmatizzato per tweet razzisti e antisemiti: "Signora Presidente Laura Boldrini: nulla da dire sulla performance di Gene Gnocchi e Floris?” Una domanda legittima visto che la presidente della Camera della lotta alle offese verso le donne e al linguaggio sessista ha fatto un cavallo di battaglia, a partire dalle campagne di autentico odio sociale e di fake news che ripetutamente le ha mosso contro la destra populista. Stavolta, invece, ha taciuto. LEGGI TUTTO IN TISCALI NEWS

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