lunedì 25 dicembre 2017

Lucca, gli antagonisti contro CasaPound: non siete voi gli antisistema

Il consiglio comunale di Lucca ha respinto la mozione proposta dal consigliere di CasaPound Fabio Barsanti, che chiedeva di vietare la concessione di spazi pubblici agli antagonisti, responsabili di azioni violente. Pronta (e lunghissima) la replica di una delle sigle della galassia antagonista, Lucca antifascista.  
Fabio Barsanti ha proposto una mozione (respinta) al fine vietare la concessione degli spazi pubblici agli antagonisti etichettati come violenti, mettendo insieme in un unico calderone gli scontri contro la visita di Renzi nel 2016, la contestazione al G7, il Borda!Fest, l’occupazione dell’ex Casina Rossa ed episodi avvenuti a Firenze e a Roma che nulla hanno a che fare con la storia delle lotte sociali di questa città. Tutto molto divertente, se non fosse che in assenza di contraddittorio qualcuno rischia di credere a una panzana così mal confezionata da chi non ha certo i titoli per tenere comizi sulla non-violenza. Per questo siamo costretti a fare delle precisazioni doverose. 
I VERI AUTORI DELLE VIOLENZE  - Prima di tutto, anche se lo abbiamo già detto tante volte, lo ripetiamo una volta di più, per evitare vuoti di memoria. La nostra città ha vissuto a partire dagli anni Duemila una sequela di violenze fasciste impressionante, violenze che hanno mandato decine di persone all’ospedale con ferite gravi le cui conseguenze rimarranno in alcuni casi per tutta la vita. C’è chi ha perso un occhio nell’assalto al Bruton (2010), chi si ritrova la faccia sfregiata per l’aggressione alla Notte Bianca (2013), chi è stato accoltellato e percosso dopo un inseguimento in 12 contro 1 nel 2007, e lunghissima è la lista di chi è stato più volte picchiato o minacciato con coltelli e pistole (quelle vere, non mimate) dagli squadristi locali. I responsabili di tutto questo la città di Lucca li conosce bene, anche quando i loro nomi non finiscono sui giornali"."Sono quei gruppi fascisti che popolano una parte della curva della Lucchese, con cui la Banda Thevenot - prosegue la nota - stava fianco a fianco in tutte le partite fino allo scorso anno. Che credibilità può avere chi parla a vanvera della violenza degli antagonisti?
NO AL FETICCIO DELLA LEGALITA' - Ci teniamo a chiarire un altro paio di cose. La prima è che non pretendiamo di parlare a nome di tutti gli antagonisti lucchesi, perché non siamo tutti uniti e mossi dalle stesse idee e dalla stessa visione di come concretizzarle politicamente. In secondo luogo, non ci riconosciamo affatto nella falsa opposizione tra una Lucca Buona e una Lucca Cattiva, tra centro-sinistra e destra fascista, come se l’uno non traesse alimento dall’altra e viceversa. Crediamo invece in un'alternativa a questo pensiero unico imposto, un’alternativa anticapitalista, antifascista, antirazzista ed antisessista che cerchiamo di portare con noi tutti i giorni, pur nella consapevolezza dei limiti del nostro agire politico. Per noi la legalità non è un valore dirimente, preferiamo fare riferimento a quello di legittimità. Perché, e la storia ce lo insegna bene, laddove sono state fatte forzature rispetto a ciò che era legale per conquistare maggiore libertà e benessere per coloro che erano oppressi e vessati dall’ordine costituito, là c'è stato progresso, emancipazione, una vita migliore per tutti. E quell’illegalità allora ce la rivendichiamo tutta, a partire dalla Resistenza, di contro a chi invece vorrebbe far passare il messaggio per cui l’antifascismo coincide con la legalità. Gli stessi che probabilmente nel 43-45 avrebbero bollato i partigiani come terroristi.
CONTRO IL DECORO URBANO DI MINNITI - Abbiamo avuto modo in più occasioni di andare contro le politiche del Pd tanto sul piano locale che su quello nazionale e siamo sicuri che ne avremo ancora, perché agiamo con modalità e valori assolutamente distanti da quelli un partito che vorrebbe farsi paladino dell’antifascismo, salvo poi legittimare strumenti fascisti come i fogli di via, oppure fare guerre ai poveri in nome del decoro urbano grazie al decreto Minniti. Per noi non può essere questa un‘opposizione efficace e coerente ai neofascisti, è necessaria invece un’opposizione sociale che è tutta da costruire, e che non può non vedere come nemiche anche quelle politiche di distruzione del welfare e di precarizzazione del lavoro adottate dal Pd, che hanno generato quella povertà e quella insicurezza sociale su cui i fascisti speculano per motivi elettorali.
CHI SONO I VERI ANTAGONISTI - Vogliamo notare un’ultima cosa però, una cosa che ci fa sorridere. L’ossessione di Barsanti per lo ’spauracchio antagonista’ in realtà ci parla di un’invidia. Perché per quanto Casa Pound faccia di tutto per presentarsi come una forza antisistema, il conflitto nelle piazze contro i potenti, contro Renzi e le sue politiche di impoverimento, contro i grandi del G7 e le loro politiche di guerra, le ha prodotte la nostra parte, non loro. Facile fare i leoni su facebook, fare dei quotidiani locali una propria tribuna, o sparare odio su chi come i migranti non ha nemmeno la possibilità di difendersi e di prendere parola. Poi però, quando c’è da mettersi in gioco contro chi ci impoverisce tutti quanti, contro chi ha votato il Jobs Act o spende miliardi in armamenti invece che in sanità, istruzione e case popolari, i fascisti si schierano con la polizia posta a difesa dei potenti. Mentre a Roma e a Ostia vanno a braccetto con i clan della mafia. Non ci scordiamo infine che lo stesso Barsanti soltanto 5 anni fa si candidava alle comunali con Forza Italia a sostegno dell'ex sindaco Favilla, perché allora era quello il treno migliore per conquistare una poltrona".

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