giovedì 14 dicembre 2017

Limido(Do.Ra) CasaPound e Forza Nuova sono parte di un sistema, noi no

Due giorni dopo il blitz della polizia di Varese supportata anche dagli uomini dell'antiterrorismo che ha portato al sequestro della sede del gruppo e alla denuncia nei confronti di 5 militanti per tentata ricostituzione del disciolto partito fascista la collega Simona Carnaghi intervista Alessandro Limido, presidente della Comunità militante dei Dodici Raggi.
Intervista che riportiamo fedelmente.


Alessandro Limido è il presidente delle Comunità dei Dodici Raggi, i Do.Ra., la cui sede è stata messa sotto sequestro l’altro ieri. L’accusa è gravissima: il gruppo, parliamo di 35 persone, Limido è indagato e con lui altri due sodali, sono accusati di aver cercato di ricostituire il partito fascista. «Magari. Sono nazista. Sono fascista. Sono nazional socialista. Sì - dice Limido - la penso così. Ricostituire il partito fascista? Magari. Ma l’accusa non sta in piedi. Purtroppo non abbiamo la forza per fare una cosa del genere». Lo hanno paragonato a Mussolini: «Ingiustamente e immeritatamente. È stato un uomo grande. Non ho quella forza». Parlare con Limido è un’esperienza. Non bella, perchè ciò che dice non è in alcun modo condivisibile. Tuttavia ha coerenza: non nega nulla. Non rinnega nulla.

Volevate ricostituire il partito fascista?

No. Oggi è impossibile. Non abbiamo la forza per farlo. Magari si potesse. Ma non noi. Non è questo che facciamo con i Do.Ra. Non ne abbiamo la forza. Siamo 35 persone circa. Non c’è un seguito. Chiariamoci: non è la volontà che ci manca. E non ci siamo mai nascosti.

In che senso?

Non abbiamo mai nascosto le nostre idee. Non ci siamo camuffati. È ridicolo che oggi si parli di indagini. Di grandi operazioni. Siamo sempre stati lì alla luce del sole. Nazional socialisti. Nazisti. Fascisti. Tutto vero. Non ci siamo mai rifugiati nell’ombra. Che oggi ci sequestri o la sede, che vengano a perquisire, oggi, le nostre case è soltanto propaganda.

Propaganda? E da parte di chi?

Il Pd. È chiaro. C’è un disegno politico. Noi non abbiamo nulla a che fare con Como. E non ci siamo mai nascosti. Arrivano da noi dopo un anno e mezzo di indagine. Su cosa? Siamo sempre stati alla luce del sole. Mai nascosto le nostre idee. Siamo sempre stati alla luce del sole. E arrivano adesso.

Il fascismo è grave. Cercare di ricostituirlo è gravissimo...

Nessuno di noi si è mai candidato. Non siamo Casa Pound, non siamo Forza Nuova. Nessuna ambizione. Non saremo in nessuna lista.

Perché?

Perché quelli sono parte di un sistema. Noi ci poniamo fuori da questo sistema. Siamo anti- sistema. Assurdo sarebbe candidarci. Non vogliamo essere parte di questo apparato.

Non riconoscete lo Stato?

Quale Stato? Quello che ci lascia senza lavoro? Quello che non ci tutela? Quello che ci manderà in pensione a 90 anni forse? Uno Stato che indaga chi ha armi finte e una copia del Mein Kampf che viene legalmente venduta su tutto il territorio nazionale?

Lo ha scritto Hitler. Lo ha scritto un mostro...
Perché lo vendono nelle librerie? Mi dirà che è libertà di pensiero. E allora perché io vengo perseguito se la penso così? Hitler, Mussolini. Mi hanno equiparato a Mussolini. Magari! Purtroppo non è così. Non ho le sue capacità. La politica, così come è in Italia oggi, non mi interessa. Ribadisco: siamo fuori da questo sistema.

Ma perché il fascismo è meglio?

Perchè ha fatto tante cose. Per gli italiani. Le pensioni, ad esempio. C’erano regole precise. Era una società diversa. Era giusta. C’era giustizia.

La giustizia che è arrivata a lei?
Hanno pagato 15 persone, 15 poliziotti specializzati, qualificati. Competenti. Un pubblico ministero. Per cosa? Per indagare me? Il carcere non ci ha piegati in passato. Ci arrestino. Non ci piegheranno nemmeno adesso. E queste 15 persone le abbiamo pagate noi. Per sequestrare armi di plastica o da collezione.

Le vostre idee sono aberranti...
Davvero? C’è chi la pensa diversamente. In ogni caso non voglio fare politica.

Avete minacciato un giornalista di Repubblica...vi viene contestato.

Se avessimo voluto punire Paolo Berizzi in qualche modo non gli avremmo rigato l’auto. Sono abituato così: se hai un conto in sospeso con me ti trovo, e trovare Berizzi non era così difficile, e ti affronto. Non è successo. Non siamo stati noi. Non gli avremmo rigato la macchina, al contrario. Lo avrei trovato e affrontato faccia a faccia.

Le piaccio o i giornalisti?

No.

In caso di arresto?

Sconterò quello che devo scontare al limite. Non riconosco alcuna autorità. Il carcere non mi ha mai piegato. È tutta una messa in scena. Noi politicamente non ci siamo mai impegnati. Questa perquisizione, a casa mia, questo sequestro della nostra sede, sono atti demagogici. Che non cambieranno il nostro modo di pensare.

Manifesterete?
Sì. Ma ci stiamo ancora organizzando. Non posso dire altro.

Mussolini resta il suo eroe?

Il Duce è stato il Duce e non si tocca.

2 commenti:

che pena di intervista. è laureata la tipetta???

....." In tutto questo i centri asociali sono liberi di sfasciare intere città e mettere bombe nelle caserme dei carabinieri,ma non mi pare che alcontrario sia mai stato chiuso alcun centro sociale.

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