giovedì 14 dicembre 2017

Il certificato antifascista per avere spazi pubblici. Milano chiude gli spazi alla destra radicale


(G.p) Contributi, spazi pubblici e patrocini vietati a chi non firma la «carta antifascista». Anche Milano, dopo Torino, Cuneo, Pisa, Siena, Pontedera, si prepara a votare, nella giornata di giovedì 14 dicembre una mozione contro la destra radicale. Il testo firmato da tutta la maggioranza di centro sinistra che sostiene Beppe Sala impegna il primo cittadino a non concedere luoghi e fondi a chi non garantisce di rispettare i valori sanciti della carta costituzionale, professando e/o praticando comportamenti fascisti, razzisti, discriminatori verso ogni orientamento e identità di genere.

In pratica qualsiasi associazione culturale, gruppo politico che vorrà organizzare un convegno in una biblioteca o in un auditorium culturale dovrà prendere le distanze dal fascismo con una "dichiarazione esplicita".

Il sindaco di Milano ha dichiarato pieno appoggio all'iniziativa firmata dalla sua maggioranza in ragione del fatto che gli sforzi per evitare rigurgiti fascisti non sono mai abbastanza.

Il centro destra, invece, si prepara non solo a bocciare la mozione perché è una propaganda inutile, d'altronde le adunate fasciste sono già vietate dalla legge, ma anche a presentare degli emendamenti provocazione.
«La sinistra, spiega Forza Italia, non ha voluto condividere un documento unico che dichiarasse in maniera esplicita la contrarietà del consiglio comunale a ogni forma di totalitarismo e discriminazione, evidentemente ha problemi a sottoscrivere un testo in cui si dichiari anche contro il comunismo, l'antisemitismo, il radicalismo islamico. In aula proveremo a colmare le lacune».

Il sindaco non potrà comunque vietare le piazze, la competenza è della questura.

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