martedì 26 dicembre 2017

Giuliano Castellino proclama lo sciopero della fame: non sarà una buffonata

Giuliano Castellino, coordinatore romano di Forza Nuova, agli arresti domiciliari da tre mesi, sorvegliato speciale, ha annunciato oggi l'inizio dello sciopero della fame, in difesa dei diritti politici di Forza Nuova.

Come molti sapranno mi trovo agli arresti dal 27 settembre. La mia colpa? Aver difeso una famiglia italiana da uno sfratto e aver protestato e manifestato contro l'assegnazione di quella casa a una famiglia di stranieri. Forse una colpa per questo marcio sistema, ma per me motivo di vanto e di orgoglio. Nessun rimpianto, nessun rimorso. Lo rifarei e lo rifarò 10, 100, 1000 volte, fin tanto che nessun connazionale avrà più il problema della casa e fino al blocco del genocidio del popolo italiano.
Me ne frego delle condanne di questa giustizia, delle minacce di scioglimento di Minniti, non cerco la clemenza di questo sistema né tanto meno l'approvazione dei suoi servi pennivendoli. La mia lotta è tutta per la Patria, il mio amore tutto per il nostro popolo. La nostra ribellione, la nostra rivolta è un quotidiano atto d'amore verso Roma e l'Italia, verso i romani e gli italiani.
Il Ministro degli Interni invece di pensare allo scioglimento di Forza Nuova, colpevole di arresti e denunce per aver difeso i diritti sociali degli italiani nelle periferie, pensasse ai suoi compari di partito indagati e condannati per mafia e corruzione o implicati in truffe e fallimenti di banche.
Per questo da oggi, 26 dicembre, giorno di Santo Stefano primo martire cristiano, inizio lo sciopero della fame, l'arma dei prigionieri politici, il sacrificio volontario di chi non si piega. Lo farò non per chiedere la mia libertà e quella dei miei camerati (forza Consuelo, non si molla un centimetro), ma per non far mettere a tacere la voce delle nostre battaglie.
Con noi il sistema non vuole imprigionare tre persone o sciogliere un Movimento, ma vuole arrestare la nuova ribellione nazionale scoccata nella capitale lo scorso anno, che vede sposare, per la prima volta nella storia repubblicana, militanza e popolo, diritti sociali e resistenza nazionale.
Quei diritti sociali traditi dalla sinistra sull'altare del verbo immigrazionista e su quello dei "diritti civili", quei diritti sociali una volta battenti bandiera rossa ed oggi difesi dai nostri tricolori, quei diritti sociali che hanno visto intere borgate rivoltarsi contro l'antifascismo di sistema e quello militante per il diritto alla casa.
Quella resistenza nazionale che ha visto centinaia di connazionali scendere in piazza contro i campi rom e i centri di accoglienza. Quella resistenza nazionale che ha visto intere famiglie presidiare i quartieri contro rom e clandestini. Quella resistenza nazionale che si oppone al business dell'immigrazione. Il sistema ci vuole chiusi e in silenzio, perché sono terrorizzati dalla nostra avanzata, forse lenta, ma inesorabile.  Picchetto dopo picchetto, casa dopo casa, quartiere dopo quartiere: sempre più romani ed italiani abbracciano la nostra bandiera e si schierano con Forza Nuova.
Questa volta oltre alla libertà ci mettiamo il nostro corpo e ancora una volta doniamo tutti noi stessi. Non sarà una buffonata alla Pannella, siamo disposti ad andare fino in fondo, un medico ogni mattina certificherà peso e pressione. Lo sciopero della fame non avrà fine fino a quando la voce dei diritti sociali e della resistenza nazionale non troverà lo spazio che merita per arrivare a tutti ci avete imprigionati per fermare la nostra lotta, ora dovete avere il coraggio di ucciderci per arrestare il grido di rabbia di un'Italia che alza la testa e non si arrende.

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