domenica 6 agosto 2017

Torno in Italia perché mi torturano. A settembre Corallo affonderà Fini

(G.p) Scontento delle condizioni inumane in cui versa in cella a Sint Maarten, il re delle slot machine Francesco Corallo, che avrebbe versato ai Tulliani 7 milioni di euro in cambio di aiuti legislativi, è atteso a Roma dagli inquirenti. Pronto anche l'avviso di chiusura indagini per Gianfranco Fini, ultimo presidente di Alleanza Nazionale come ci racconta il collega Giacomo Amadori dalle colonne de La Verità, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.



Lo stiamo aspettando a braccia aperte. Dovrebbe essere estradato in Italia tra qualche giorno.  Tra gli inquirenti romani che hanno fatto arrestare il re delle slot machine Francesco Corallo, attualmente recluso alle Antille Olandesi, serpeggia l'ottimismo. 
Corallo è l'imprenditore siciliano , azionista della Global Starnet che avrebbe regalato la casa di Montecarlo e fatto arrivare circa 7 milioni di euro alla famiglia Tulliani e all'ex presidente della Camera, Gianfranco Fini in cambio di presunti aiutini legislativi.
Per l'ex leader di An, indagato per concorso in riciclaggio, come per i suoi familiari, a settembre dovrebbero arrivare l'avviso di chiusura indagini e, molto probabilmente, una successiva richiesta di rinvio a giudizio.
Il cognato Giancarlo Tulliani, quello del mezzanino in Rue Princesse Charlotte, insieme con la fidanzata, è ancora latitante a Dubai, dove non è prevista l'estradizione verso l'Italia. Vive nella sua turris eburnea al centro della città ed i nostri investigatori conoscono tutte le sue mosse.
Al contrario di Giancarlo, Corallo, accusato dalla procura capitolina di associazione a delinquere, peculato, riciclaggio e reati fiscali, sembra essere pronto a lasciare Sint Maarten e a trasferirsi nel carcere romano di Regina Coeli. La scelta di non far appello contro l'estradizione in Italia, sancita dal tribunale dell'isola caraibica, sarebbe dovuta alle condizioni in cui è ristretto dallo scorso mese di dicembre in una cella di sicurezza della stazione di polizia della capitale Philpsburg.
Il team legale di Corallo è del parere che sia stato torturato dalle autorità giudiziarie e costretto a causa della sua età e delle delicate condizioni di salute, a revocare l'appello presso l'Alta Corte dell'Aia.
Comunque non è ancora detta l'ultima parola di questa vicenda, ha avvertito l'avvocato Eldon Peppie Sulvuran.
Anche se Corallo è convinto che se questo caso dovesse essere gestito in Italia non arriveremmo a questi punti.
Il detenuto, che nel 2015 era già stato operato per un tumore alla lingua, soffrirebbe di pressione alta e avrebbe contratto un'infezione ai denti per le pessime condizioni igieniche della sua detenzione.
Sulveran ha denunciato ai media la situazione: le celle sono buie,deprimenti, calde, sovraffollate e mancano di adeguate cure mediche. Inoltre l'aria sarebbe pervasa da un odore insopportabile causato dalla fuoriuscita di liquame dalle fognature, ma l'ufficio del procuratore si è sempre opposto alla sospensione della detenzione a causa del pericolo di fuga, dal momento che Corallo, possiede un jet privato e che tra i suoi effetti personali i poliziotti hanno rinvenuto diversi documenti d'identità.
Sulveran con i giornalisti è sceso nei particolari: per molto tempo Corallo ha condiviso una cella di 16 metri quadrati con 6 detenuti. Poco più di 2 metri quadrati a persona, mentre il requisito minimo è di 4. I materassi sono estremamente sporchi. Non c'è un campanello d'allarme per le situazioni d'emergenza, nessun tavolo o sedia, nessun libro o tv. Non vengono forniti lenzuola ed asciugamani, per non parlare di sostituzione o lavaggio...
In queste condizioni Corallo è stato trattenuto per più di 7 mesi più a lungo di chiunque altro, in una cella piena di scarafaggi e ratti.
Nessun uomo può sopportare per cosi tanto tempo. Se non si tratta di tortura, mi chiedo cosa sia, ha aggiunto Sulveran che, insieme a 2 colleghi ha presentato una denuncia alla corte il 20 aprile scorso per le condizioni inumane in cui è detenuto il suo cliente. 
Il re del gioco d'azzardo, nelle scorse settimane era stato intervistato dal Today, un quotidiano di Sint Maarten e aveva anticipato i motivi della sua prostrazione: sto molto male e non capisco perché sono qui, era stato l'incipit.  Nella cella di Philipsburg la pressione viene misurata una volta ogni 2 settimane e Corallo ha bisogno di controlli specialistici per i denti, per questo aveva chiesto un trasferimento nella prigione di Pointe Blanche, dove avrebbe avuto a disposizione un medico, ma lo spostamento gli è sempre stato negato. 
Sa perché? Perché il direttore del carcere è corrotto. Ma questo che cosa c'entra con me? aveva rilevato e aveva lasciato intendere di temere per la sua incolumità: nella mia cella mi sento sicuro, ma dipende anche da chi è lì con me. Alcuni detenuti hanno problemi mentali e per questo li rende a volte pericolosi per tutti.
Per questo non è di rado è stato costretto a rinunciare all'ora d'aria e la maggior parte delle sue giornate sono trascorse nella noia: conosco tutto ciò che è scritto sulle pareti nella mia cella a memoria. Che cosa faccio tutto il giorno? Niente. 
Con il giornalista aveva ridimensionato le contestazioni che lo riguardano: non sono accusato di riciclaggio né di corruzione. Si tratta di un pagamento fiscale che risale al dicembre 2006. Abbiamo pagato tardi, ma abbiamo pagato tutto.  Abbiamo anche pagato le nostre imposte sugli utili a rate, come è consentito dalla legge.
Eppure i giudici gli hanno sequestrato beni per 26 milioni di dollari: un casinò, 18 orologi, diversi conti bancari.
L'intervistatore Haar, aveva ricordato a Corallo che in passato aveva insinuato che dietro ai suoi guai giudiziari ci potessero essere i suoi concorrenti ingolositi dalle 75 mila videolottery  e slot machine che la sua azienda ha disseminato, con regolare licenza, in giro per l'Italia.
Ci sono dietro loro anche questa volta? Naturalmente non posso dimostrarlo, aveva risposto con un sorriso Corallo. ma è certamente una possibilità. L'imprenditore si sente preso di mira e ritiene che i comportamenti a lui contestati siano molti diffusi: perché solo io? Tutti fanno le stesse cose. Ma alla fine aveva lanciato un messaggio di fiducia: un giorno sarò assolto. 
Peccato che il cronista non gli abbia rivolto nessuna domanda su Fini e i Tulliani e i suoi rapporti con i politici italiani. Tanto di quello Corallo avrà tempo di parlare in Italia con i magistrati della procura di Roma. Che lo attendono a braccia aperte.

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