domenica 13 agosto 2017

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La battaglia di Charlotteville: per la statua di Lee stavolta ci scappa il morto

Scontri, una vittima, una donna di 32 anni, e 30 feriti a Charlottesville, in Virginia, al raduno dei suprematisti bianchi entrati in contatto con una contromanifestazione antirazzista. Un'auto di colore grigio ha travolto cinque persone tra i contromanifestanti: una persona è morta e altre 19 sono rimaste ferite.
Fermato il conducente dell'auto Il conducente dell'auto che si è schiantata contro la folla è stato arrestato. Secondo le prime ricostruzioni, che confermano quanto detto da alcuni testimoni, l'incidente è stato intenzionale.

 La protesta contro la rimozione di una statua del generale Lee  La marcia 'Unire la destra' dei nazionalisti bianchi è stata indetta dalla destra contro la decisione del consiglio comunale di rimuovere una statua del generale Robert E Lee, che nella guerra civile Usa del 1861-1865 guidò le forze confederate e schiaviste.
Il governatore della Virginia dichiara lo stato d'emergenza Il governatore della Virginia, Terry  McAuliffe, ha proclamato lo stato d'emergenza a Charlottesville dopo i violenti scontri. Lo riferiscono i media americani, spiegando che tale passo permette di chiamare rinforzi. La polizia ha intanto proclamato l'allerta per assembramento illegale e ha iniziato lo sgombero dell'Emancipation Park dove sono avvenuti gli scontri.
Trump sugli scontri: non c'è posto per violenza in America "Tutti dobbiamo essere uniti e condannare tutto ciò che l'odio rappresenta. Non c'è spazio per questo tipo di violenza in America. Stiamo tutti uniti!". Così su Twitter il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commenta le violenze. Poi, in un discorso, Trump ha ribadito: ''Condanniamo nei termini più duri la violenza'' di Charlottesville. ''L'odio e le divisioni devono finire, e finire ora''. Nel suo discorso Trump non nomina mai i suprematisti bianchi.
Gli scontri di luglio - Tafferugli con lancio di fumogeni e 23 arresti si erano già verificati a Charlottesville, lo scorso 9 luglio, quando una cinquantina di membri del Ku Klux Klan che protestavano contro la rimozione della statua equestre del generale sudista (e quindi schiavista) Robert Lee sono stati affrontati da centinaia di contro manifestanti al grido di ''No KKK, no all'America razzista, razzisti a casa''. I membri del Ku Klux Klan, provenienti dalla Carolina del nord, erano armati (lo consente la legge statale), indossavano gli abiti tradizionali con un un cappello puntuto e portavano bandiere confederali, esibendo anche slogan anti semiti e gridando 'potere bianco''. La polizia e' riuscita inizialmente a tenere divise le due fazioni ma poi c'e' stato qualche scontro. Gli agenti hanno dovuto scortare gli esponenti del Kkk alle loro auto e disperdere poi i contromanifestanti con i lacrimogeni.

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