giovedì 27 luglio 2017

Il mostro di Firenze e la pista nera: la solita fuffa

Il mostro di Firenze era un attivista della strategia della tensione? La tesi è stata rilanciata ieri da tutta la stampa ma siamo abbondantemente al di sotto della soglia accettabile per parlare di congettura. E le coincidenze segnalate sono del tutto insignificanti. Riportiamo il testo integrale della nota Agi per completezza di informazione


Un nuovo indagato e una nuova pista per far luce sui delitti del Mostro di Firenze. Nuovi sviluppi di un caso mai chiuso, all'eterna ricerca del responsabile (o dei responsabili) degli otto duplici omicidi che terrorizzarono le colline toscane. Il magistrato che sta cercando di dare una nuova chiave di lettura a uno mistero che da decenni spaventa e appassiona l'Italia è sempre lui, Paolo Canessa, oggi procuratore di Pistoia, che non ha mai mollato un'inchiesta di cui è ormai la memoria storica.

A trentadue anni dal delitto degli Scopeti, l'ultimo duplice omicidio di una coppia attribuito al 'Mostro', Canessa e i carabinieri del Ros hanno iscritto nel registro degli indagati un nuovo accusato, Giampiero Vigilanti, classe 1930, pratese, un passato nella legione straniera, dove militò dal 1952 al 1960, e negli ambienti dell'eversione di destra. Ambienti ai quali, secondo il nuovo filone di indagini, potrebbero essere legati anche i delitti seriali che costarono la vita a otto coppie dal 1968 al 1985. Si cercano così nessi tra il Mostro e l'ipotesi della cosiddetta "strategia della tensione". E il collegamento potrebbe essere proprio l'ex legionario, che avrebbe avuto contatti sia con i servizi segreti (si racconta che organizzasse campi di addestramento ai tempi della P2 e di Gladio) che con Pietro Pacciani, il contadino di Mercatale Val di Pesa morto mentre stava per essere processato di nuovo dopo l'annullamento della sua assoluzione in appello.

Peraltro, come ricorda La Nazione, l'arruolamento avvene subito dopo la condanna di Pacciani per l'omicidio di Severino Bonini, sorpreso ad amoreggiare con la sua fidanzata dell'epoca. In quegli anni sia Vigilanti che Pacciani vivevano a Vicchio. Non solo, tornato in Italia Vigilanti avrebbe conosciuto anche la cosiddetta "banda dei sardi" che contese ai "compagni di merende" di Pacciani il ruolo di maggiori sospettati. L'ex legionario avrebbe infatti abitato nella stessa strada dove viveva Salvatore Vinci, a Vaiano.

"L’ex legionario, alto e forte anche oggi che ha 86 anni, è stato accompagnato nei luoghi dei delitti", scrive il giornale fiorentino, "dice e non dice. Sembra però sapere. Molto, tanto che dalle sue parole, i carabinieri sono arrivati a perquisire anche un medico che vive in Mugello il cui grado di coinvolgimento è ancora da chiarire".

Vigilanti era già stato lambito dalle indagini in passato e, nel corso di una perquisizione, era stato trovato in possesso anche di 174 proiettili Winchester serie H, lo stesso tipo di quelli utilizzati dal 'mostro'. Ad indicare i possibili collegamenti tra gli omicidi delle coppiette e le "trame nere", che in molti vogliono retrostanti a larga parte dei misteri d'Italia, c'è anche un esposto, presentato nel 2013 dall'avvocato Vieri Adriani, il legale della coppia di francesi uccisa nel settembre del 1985 agli Scopeti di San Casciano. Era stato lui a sostenere, a suon di esposti, che i delitti, aggiunge il quotidiano toscano, "avessero potuto essere studiati a tavolino o cavalcati in ambienti eversivi per distrarre magistrati e opinione pubblica da ciò che accadeva nell’Italia della strategia della tensione".

"Ci sono sinistre vicinanze tra stragi e misteri di quel difficile periodo storico e i delitti del mostro", prosegue La Nazione, "il 4 agosto ’74 esplode la bomba sull’Italicus, il 14 settembre il mostro uccide a Sagginale Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore. Prima che il 6 giugno ’81 a Mosciano venissero massacrati Carmela Di Nuccio e Giovanni Foggi, imperversava la storia della loggia di Licio Gelli e c’era stato l’attentato al Papa, senza dimenticare la bomba a Bologna dell’80. Il 23 ottobre ’81, il giorno dopo l’uccisione a Calenzano di Susanna Cambi e Stefano Baldi, c’era uno sciopero generale. Il giorno prima che Antonella Migliorini e Paolo Mainardi morissero sotto i colpi della calibro 22, era stato ritrovato impiccato sotto il ponte dei frati neri a Londra il banchiere Roberto Calvi. Il 9 settembre ’83 vengono ritrovati i cadaveri dei tedeschi Uwe Rusch e Horst Meyer: il 10 agosto precedente era evaso Licio Gelli dal carcere svizzero".

2 commenti:

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

Buongiorno,
ho letto questo intervento dopo oltre un anno. I giornali citati hanno dato una versione distorta dei fatti ed in parte anche delle mie opinioni. Mai detto che il Mostro fosse uno stratega della tensione. Mai detto che agisse per conto di mandanti. Mai detto che avesse un movente politico. Questo me lo hanno messo in bocca alunni sedicenti “giornalisti” romani, neppure laureati, preoccupati di vedere andare in crisi le loro teorie degne di essere pubblicate solo su “Topolino”.
Il Mostro era un omicida seriale, sadico, non un lustmurderer, che agiva da solo e/o con la complicità alternata di qualche guardone e/o segnalatore, apripista o guardia spalle. Ho detto semplicemente che dal 1981/1982, essendo sul punto di essere scoperto, usufruì di coperture e depistaggi di alto livello (SISDE, dal 1984 incaricato anche ufficialmente), tanto è vero che, pur essendovi il tempo e il modo per individuarlo e fermarlo....non se lo filò nessuno, anzi se ne dimenticarono proprio, volontariamente. Infatti aveva lavorato o lavorava per una struttura facente capo agli apparati .
Non sono ideologicamente schierato anche perché non ne avrei il tempo. Rispetto la Destra che si riconosceva nel M.S.I. grazie alla quale probabilmente l’Italia non è sfociata in un’altra guerra civile (ricordo da ragazzino alcuni efficaci interventi di Giorgio Almirante a “Tribuna Politica”), non amo invece quella che metteva le bombe sui treni per colpire indiscriminatamente.
A disposizione per riparlarne con l’autore dell’articolo.
Cordiali saluti
Avv. Vieri Adriani

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