lunedì 31 luglio 2017

Caso Ramelli:le mancate scuse di David Parenzo questa sera su LA7

Il conduttore radiofonico de la Zanzara nonché conduttore televisivo di In Onda, su LA 7 David Parenzo, dopo l'infelice uscita nei confronti di Sergio Ramelli, innocente vittima degli anni di piombo, aggredito il 13 marzo del 1975 da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia  armati di chiavi inglese Hazet 36 e colpito ripetutamente e selvaggiamente in diverse parti del corpo e morto dopo 47 giorni di agonia il 29 aprile 1975, avrebbe potuto  chiedere scusa, per come si auspicava  con un interessante articolo, il collega Franco Ziliani pubblicato sul suo blog.
Articolo che riportiamo per intero.




Chi ha detto che a fine luglio la gente pensa solo alle vacanze (quelli che ci possono andare, con questi chiari di luna…), al calcio mercato e alle liti tra la Selvaggia Lucarelli e l’ottima coscia lunga della sinistra Alba Parietti?
Ieri, domenica 30 luglio, ho scoperto che non è vero, che almeno in una parte di quel popolo italiano che siamo in tanti a pensare essere cloroformizzato, incapace di reagire, già sottomesso (secondo quanto raccontato nel capolavoro Soumission di Houellebecq) servo e servile, la capacità di indignarsi, di reagire, di incazzarsi è, se gli Dei vogliono, ancora viva, indomita. Vorrei aggiungere un altro aggettivo, che evoca un determinato periodo eroico della storia italiana, ma al momento mi trattengo…

E’ notizia di sabato e domenica l’indignazione che ha preso contemporaneamente due persone di destra che non si sono mai incontrate ma che sono da tempo in contatto, l’amico Giuseppe Parente curatore del sito Internet Fascinazione, ed il sottoscritto, di fronte alla “bravata” compiuta da David Parenzo giornalista e co-conduttore del programma radiofonico di Radio 24 denominato La Zanzara sul finale dell’ultima puntata prima della chiusura. Ascoltate qui gli ultimi minuti della registrazione. Parente ha scritto questo post e io, che già avrei voluto scrivere venerdì sera, dopo aver ascoltato Parenzo, ma ho preferito far sbollire la rabbia, ho replicato con questo mio articolo.

Nel frattempo ci sono stati colloqui telefonici e messaggi WhatsApp tra Parenzo e me, tra me e Parente, tra me e amici come Marco Vannucci, ovvero il curatore dell’ottimo blog Politichiamo, e ci sono stati anche eccessi, giustificati, ma sempre eccessi, come le scritte “vivaci” contro Parenzo, apparse davanti alla sede romana del Sole 24 ore, e la ripresa, da parte di Fascinazione e di Parente, del mio articolo.
Poi, siccome di Parenzo si possono dire tante cose (alcune meglio tacerle, magari gli venisse voglia di querelare, i piddini hanno la querela per diffamazione molto facile…) tranne che sia un cretino, il nostro ha fatto due ragionamenti (che l’ho aiutato a fare mediante alcuni messaggi sempre WhatsApp) e sulla sua pagina Facebook ha dapprima pubblicato questa precisazione: “in genere non le faccio, ma qui mi tocca: alla zanzara , come sa bene chi la ascolta, ogni giorno ironizzo su regista (la corte ) e collaboratori vari per i quali chiedo sempre tribunali e pene detentive! Trattasi di ironia. Il regista Piero La Corte, viene da me ogni giorno apostrofato come criminale, terrorista…degno di essere processato alla corte penale internazionale.
Nel corso dell’ultima puntata, venerdì, al momento dei saluti ho detto: felice che questa trasmissione si chiuda. Saluti a tutti quelli che hanno collaborato e alla lettura dei nomi ho detto “Ramelli …il terrorista!” Ramelli é, come si può facilmente verificare, un collaboratore della Zanzara! Nulla a che vedere con Sergio Ramelli ucciso dall’estrema sinistra. La reazione di alcuni gruppi mi fa capire quanto sia ancora viva quella ferita. Però chi conosce il programma sa che non vi è alcun riferimento a quella storia. Non insulto i morti. Non è nel mio stile”.
Molto bene. Ho preso atto dell’apertura di Parenzo, gli ho manifestato il mio compiacimento, ma gli ho detto subito che le sue parole non erano sufficienti. E così intervenendo sulla sua pagina Facebook, dove alcuni scalmanati si facevano notare per la loro imbecillità, dandomi del servo degli ebrei perché avevo invitato a non lasciarsi andare ad insulsi insulti antisemiti nei confronti di Parenzo (che è di origine ebraica), ho annotato: “amici, calma. Sono stato il primo, insieme all’amico Giuseppe Parente http://www.fascinazione.info/2017/07/david-parenzo-il-collaboratore-de-la.html a sollevare questo sgradevole caso con questo mio articolo http://www.vinoalvino.org/blog/2017/07/in-chiusura-di-zanzara-david-parenzo-raggiunge-il-vertice-dellinfamia.html Ora dico a tutti di darci una calmata.

Parenzo, arrampicandosi sui vetri, ha precisato che non si trattava del nostro martire Sergio Ramelli. Non ho il potere di fare il processo alle intenzioni e non sono, grazie ai potenti Dei, una zecca rossa che processa le intenzioni ed i pensieri non politicamente corretti come vorrebbero fare oggi personaggi sui quali non spendo commenti come le Laura Boldrini, i Emanuele Fiano ed i Matteo Renzi Quindi dico a tutti di accontentarci per ora di quanto il signor Parenzo dice, ma che questa sua spiegazione non ci deve bastare.
Noi pretendiamo dal Signor Parenzo una scusa e una precisazione che abbiano la stessa portata e la stessa audience, purtroppo alta, della puntata della La Zanzara – Radio 24 Riccardo da Roma FANS CLUB – La Zanzara dove si é verificato l’equivoco. Quindi poiché il programma radiofonico riprenderà a settembre noi, comunità umana e politica che consideriamo SERGIO RAMELLI un martire della violenza comunista, PRETENDIAMO da Parenzo che faccia questa precisazione, indispensabile, nel corso della puntata di domani dei programmi de La7 di cui é, incredibilmente, conduttore.

E soprattutto di IN ONDA: o Parenzo fa questo, oppure noi, senza ricorrere ad alcuna violenza fisica, anzi, invito tutti a non trascendere e non toccare il tizio, oppure ovunque Parenzo andrà si troverà sul collo il fiato del nostro disprezzo, della nostra indignazione, del nostro schifo. Ci pensi Parenzo, si sarà accorti che noi di destra, noi della destra sociale non servi del suo amico Berlusconi, siamo tanti, siamo decisi, siamo incazzati e non siamo più disposti a tollerare. Dovrete venirci a stanare casa per casa per combatterci e debellarci e sarà una dura lotta, senza esclusione di colpi, che non conviene a nessuno. Chiaro?”.
Altra telefonata con Parenzo ed ecco una sua nuova precisazione sulla sua pagina Facebook: “Ramelli e’ stata una vittima del Terrorismo, come tutti sanno! Non era mia intenzione, lo ripeto ancora, offendere la memoria di una vittima del Terrorismo. Chi segue la zanzara sa che non ho mai scherzato sui morti. E’ un mio principio. Vedo che una intera comunità politica si è sentita tirata in causa. Da padovano partecipavo alle commemorazioni di Mazzola e Girallucci, barbaramente trucidati dalle brigate rosse. A tutta questa comunità chiedo scusa per equivoco. Per quelli che mi minacciano ci penserà la procura”.
Ancora un disteso colloquio telefonico con il collega, dove mi sono detto divertito di trovarmi, io che resto e sono un cronista del vino, da 33 anni, che non intende darsi alla politica, ma vuole continuare a fare il proprio mestiere, nei panni del tribuno politico, del capo manipolo, e di fronte alle parole e all’impegno preciso preso con me da Parenzo (divertente: io che detto al collega renziano Parenzo le regole da accettare perché l’aggressione, verbale, ai suoi danni avesse a cessare (a proposito: ho preso personalmente questo impegno, ma non posso rispondere se qualche testa calda volesse continuare a prendersela con il co-conduttore della Zanzara) ho annotato queste parole sulla pagina Facebook di Parenzo.
Ho scritto: “Ho contribuito a sollevare il caso Ramelli – Parenzo, ne sono orgoglioso e lo rifarei, e ho parlato due volte, la seconda una decina di minuti fa, con Parenzo. Gli ho ripetuto di persona la richiesta che gli avevo fatto qui ovvero “PRETENDIAMO da Parenzo che faccia questa precisazione, indispensabile, nel corso della puntata di domani dei programmi de La7 di cui é, incredibilmente, conduttore”. David Parenzo si é impegnato telefonicamente con me a trovare il modo, nel corso della trasmissione di domani, di accennare a questo increscioso equivoco, di scusarsi, come ha nobilmente fatto sulla sua pagina Facebook. A me questo basta e avanza. Non sono, per mia fortuna, una persona di sinistra, sono nato e morirò di destra e delle parole delle persone, degli impegni presi, sono portato a fidarmi.



Nelle prossime ore, pubblicherò un articolo definitivo su www.vinoalvino.org e la stessa cosa farà l’amico Giuseppe Parente su Fascinazione. Dopodiché lunedì' sera contribuiremo ad aumentare l’audience di IN ONDA aspettando le sue parole. Sono certo che Parenzo manterrà la promessa e farà la sua parte, come io, che sono e resto non un politico, ma un giornalista che scrive di vino da 33 anni e che incidentalmente é un uomo di destra, che ha tra l’altro lungamente collaborato al quotidiano del MSI Il Secolo d’Italia scrivendo di musica e cultura (andando ad intervistare addirittura Aldo Busi ) ho cercato di fare la mia. Parlando a nome mia ma certo di intercettare il sentimento di larga parte di quelli, come me, che sono rimasti turbati pensando che Parenzo si fosse riferito al nostro martire Sergio Ramelli”.
E ho chiuso con queste altre parole, di una saggezza di cui sono il primo a stupirmi: “Colgo l’occasione per invitare caldamente tutte le persone che mi leggono e prego loro di fare da cassa di risonanza con i loro amici, ad evitare risolutamente ogni possibile episodio di violenza nei confronti di David Parenzo. Di evitare insulti, accenni idioti e insultanti al suo essere ebreo, parolacce, minacce e altre stronzate. Siamo gente dei destra, siamo militanti orfani del Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante, regolarmente votato dai cittadini italiani e rappresentato nel Parlamento Italiano, non siamo delle bestie, non siamo dei violenti, non siamo degli energumeni.

Non adottiamo i sistemi cari a quelli di sinistra e di estrema sinistra che hanno ammazzato il nostro indimenticabile Sergio Ramelli. Chiunque si renderà responsabile di episodi di violenza nei confronti di David Parenzo é un imbecille, irresponsabile, che cade nella trappola tesa da questo marcio regime che si fonda sul PD, un regime che uniti, destra e sinistra non conformista e non serva delle banche e della finanza, dobbiamo insieme abbattere. Con ogni mezzo. Chiaro? E ora torno ad occuparmi di vino, a bermi lo Champagne 1989 spaziale che mi sono stappato e che bevo con un brindisi speciale: a Sergio Ramelli e al suo sacrificio per la libertà… Un minuto di silenzio, basta caciara! Sergio Ramelli: presente!”.

E con queste parole, aspettando che Parenzo rispetti il proprio impegno, chiudo per ora la querelle e visto che il mio blog continua a chiamarsi Vino al vino, da domani, salvo sorprese, tornerò ad occuparmi di Barolo, Brunello di Montalcino, Dolcetto d’Alba e di Diano d’Alba, di Verdicchio dei Castelli di Jesi, di Etna bianco, di rosati di ogni tipo. E d’amore. Che è quello che guida sempre, anche quando divago e scrivo di politica, il mio agire, il mio sentimento, la mia concezione della vita…

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