mercoledì 14 giugno 2017

Svolta a destra tra fasci e fiamme

(G.p)Nessuna nostalgia e tanta voglia di futuro nelle liste sovraniste identitarie. Nel mantovano la giovane candidata di Fasci Italiani del lavoro conquista il 10% dei consensi, Casa Pound a Lucca diventa il terzo partito.
Il collega Antonio Rapisarda dalle colonne de Il Tempo, storico quotidiano romano, fa una interessante viaggio sui movimenti della variegata destra identitaria sovranista e radicale presenti sul territorio.
Articolo che riportiamo per intero.




L'ultima “fiamma” che «fa impazzire il web» (notizia rilanciata dal blog specializzato Fascinazione), ma che in realtà ha letteralmente mandato in cortocircuito ministero dell'Interno e la “sacerdotessa” del politicamente corretto Laura Boldrini, il destino lo ha impresso nel nome: Fiamma Negrini appunto, giovane e gradevole neoeletta al consiglio comunale a Sermide e Felonica nel mantovano con la lista “Fasci italiani del lavoro”. Figlia del fondatore del movimento neofascista, la ventenne candidata sindaco ha raccolto un 10% “shock” e con 334 voti è stata eletta tra i consiglieri. La notizia di Fiamma è diventata virale proprio perché – assieme all'oggettivo caso di una lista col fascio littorio che raggiunge percentuali a due cifre - non ha per nulla il physique du rôle del “nostalgico” in tenuta da celebrazione a Predappio, dove è sepolto Benito Mussolini. Assieme al boom di CasaPound a Lucca con il trentaseienne Fabio Barsanti, nonostante la differenza siderale di obiettivi, dimensioni e penetrazione tra i due movimenti e l'oggettiva rilevanza politica del terzo posto delle tartarughe frecciate in una città capoluogo di provincia, “l'allarme” che monta tra i censori e gli antifascisti à la page, rispetto a questo interesse giovanile verso il mondo della cosiddetta destra radicale, dimostra come l'arcipelago identitario, nazionalista e non conforme sia in pieno fermento.

I corsari

Certo, non tutti i movimenti radicali sono uguali e neppure simili. Molti sono fenomeni web, altri gruppetti isolati e antisociali, altri ancora si pongono come obiettivo la mera testimonianza. Tra le realtà che esistono e hanno inciso sia in politica che nell'immaginario collettivo CasaPound è il fenomeno centrale degli ultimi dieci anni. E se il centro sociale di destra nasce come esperimento metapolitico e si fa conoscere per le operazioni di “guerrilla” culturale e per la battaglia sul mutuo sociale, negli ultimi anni ha assunto la conformazione di un movimento politico sovranista tout court che intende – come spiegano i suoi dirigenti dopo i risultati di Bolzano, di Roma e di Lucca – superare lo sbarramento del Consultellum con l'obiettivo di portare una pattuglia di eletti in Parlamento con la quale «terrorizzarli tutti». Se Roma è la centrale ideativa dei “poundiani”, Milano è la casa madre di una realtà che sta emergendo per la qualità dei progetti sociali di cui è promotrice e per la capacità di penetrazione nella società civile e politica. È il caso di Lealtà e Azione, associazione nata nel milanese che, dopo la prima sortita nei consigli circoscrizionali di Milano, con un eletto nelle fila della Lega Nord, ha replicato scalando la posizione a Monza, dove domenica ha eletto come primo nella sua lista un consigliere comunale candidato in Fratelli d'Italia.

I tradizionalisti

Dal 1997, sotto la protezione di San Michele Arcangelo, Forza Nuova guida la cordata della destra radicale più sensibile ai temi della difesa della famiglia tradizionale e dell'impianto socio-culturale dell'Europa cristiana. Il movimento di Roberto Fiore partecipa fin dai primi anni alle elezioni e se – come ha spiegato lui stesso in queste ore – rimane marginalizzato nei grossi centri, in alcune piccole realtà è riuscito ad esprimere eletti nei consigli comunali. Tra i nuovi movimenti sensibili a una dimensione sacrale della vita ma attivi dal punto di vista sociale vi è Patria, soggetto che sta maturando attorno alla storica sezione del Msi di via Ottaviano a Roma e che è impegnato nella promozione e nella difesa dei valori identitari dell'Europa.

I “fiammisti”
Sono tanti i “rifondatori” del compianto Msi. Il primo e più autorevole tentativo è stato il Movimento sociale Fiamma-Tricolore, messo in piedi dall'ex fondatore del Centro studi Ordine Nuovo Pino Rauti all'indomani «dell'abiura di Fiuggi». Da quel momento, poi, fiamme e fiammelle di ogni tipo sono esplose anche per la litigiosità interna del mondo post-missino. Dall'Ms-Ft sono sorti, ad esempio, ben due partiti - la Fiamma Tricolore, guidata da Attilio Carelli e il Movimento Idea sociale, presieduto dallo stesso Rauti e poi, dopo la sua scomparsa, dal napoletano Raffaele Bruno – che però non sono mai andati oltre a percentuali marginali.

I nostalgici

Prima dell'exploit della “consigliera” Fiamma Negrini, è stato Fascismo è libertà – movimento fondato dall'ex senatore e giornalista missino Giorgio Pisanò – ad avere lo scettro di movimento “crea scompiglio” tra i vertici dello Stato che hanno tentato, con alterne fortune, di vietare le liste col fascio littorio nel simbolo alle elezioni. Il movimento fascista, tutt'ora presente alle elezioni, si qualifica come estraneo al resto dei soggetti della destra radicale e propone l'adesione integrale ai dettami programmatici della Repubblica sociale italiana.

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