domenica 25 giugno 2017

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Gianni Alemanno, memoria o fantasia da Hobbit?

Foto di Concetta Tovino
Nostalgia canaglia! Da quando Gianni Alemanno non è più di governo, ma solo di lotta, e si affanna tra manifestazioni e aule di tribunale( è a processo per corruzione e finanziamento illecito in Mafia Capitale), l'ex missino è tornato a coltivare senza timidezze l'antica passione nera.
Il primo sindaco post fascista di Roma non ha mai dimenticato gli amici. Ieri pomeriggio( venerdì per chi legge) è stato ospite in un convengono intitolato "Campi Hobbit, 40 anni dopo" (nel video di youtube il finale della serata musicale con tutti i musicisti che cantano Il domani appartiene a noi).
Per chi non avesse memoria, queste kermesse di ispirazione tolkeniana erano delle minuscole Woodstock politiche della gioventù neofascista italiana, negli anni (di piombo) a cavallo tra i 70 e gli 80. L'ispiratore era Pino Rauti, mentre Gianni Alemanno era un giovane ed entusiasta frequentatore. Un po' troppo entusiasta, visto che le sue esuberanze lo portarono a trascorrere 8 mesi nel carcere di Rebibbia ( per un'accusa dalla quale peraltro fu poi prosciolto). In quel periodo tra i detenuti della casa circondariale c'erano anche Buzzi e Carminati : strani incroci del destino. Un destino che peraltro l'ex sindaco non ha alcuna intenzione di rinnegare. Tra gli esimi relatori del convegno sui Campi Hobbit c'erano anche l'ex ordinovista Adriano Tilgher e "caterpillar" Mario Tuti, in regime di semilibertà dal 2004, già condannato a due ergastoli per le criminali attività giovanili.
Con questo articolo, pubblicato sul numero di sabato 24 giugno su Il Fatto Quotidiano si descriveva, con errori da matita rossa, la presenza dell'ex sindaco di Roma, ora leader del Movimento nazionale per la sovranità al Campo Hobbit tutt'ora in corso in quel di Montesarchio, in provincia di Benevento.
Il primo orrore scritto dal Fatto riguarda il periodo in cui Alemanno è stato detenuto presso il carcere di Rebibbia. Secondo l'anonimo articolista l'ex sindaco di Roma sarebbe stato detenuto nello stesso spazio temporale in cui lo furono Massimo Carminati e Buzzi.
Questo primo  errore fu smontato il 13 dicembre del 2014 da Ugo Maria Tassinari, fondatore di questo blog in un articolo che potete leggere cliccando qui Il secondo errore riguarda la presenza allo stesso tavolo, in qualità di relatori, insieme ad Alemanno, di Adriano Tilgher e Mario Tuti. 
Ero presente,in qualità di moderatore al dibattito di venerdì pomeriggio ed ho potuto fare alcune domande a Gianni Alemanno, mentre Mario Tuti è intervenuto telefonicamente per un saluto raccontando l'esperienza del Campo Hobbit vissuta da detenuto. Non c'era Adriano Tilgher, ex Avanguardia Nazionale e non Ordine Nuovo per cui  è errata la qualifica di ex ordinovista  che è stato tra gli ospiti della seconda giornata di lavori al Campo Hobbit.
Per evitare errori da matita rossa, all'anonimo collega del giornale diretto da Marco Travaglio, di cui sono attento lettore, sarebbe bastato mandare sul posto un inviato, oppure una semplice telefonata agli organizzatori del Campo, come spero accada l'anno prossimo.


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