giovedì 4 maggio 2017

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Trento: in frantumi la lapide che ricorda le vittime delle foibe in Largo Pigarelli


(G.p)Per la memoria delle vittime delle foibe non c'è pace a Trento. La lapide che le ricorda è stata di nuovo distrutta in mille pezzi. Nel recente passato la lapide era stata anche rubata, imbrattata e poi ripulita.  Di questo brutale atto di teppismo, ci parla con maggiori dettagli, con un interessante articolo, il quotidiano on line Il Dolomiti.  La combattiva Marika Poletti, presidente provinciale di Fratelli d'Italia Alleanza Nazionale, in una nota, diffusa su un social network annuncia che nella giornata di giovedì 4 maggio, in attesa che il comune di Trento possa apporne una nuova targa definitiva, la lapide sarà ripristinata.


Non c'è pace per la memoria delle vittime delle foibe. La lapide che le ricorda in Largo Pigarelli è di nuovo colpita dal danneggiamento di stampo certamente politico. Fatta a pezzi, rimane attaccato alla struttura portante solo il frammento, a penzoloni, su cui si legge "vittime delle foibe". Ma tutto il resto è divelto, a terra in mille pezzi.
L'anno scorso, poco prima delle celebrazioni della Giornata del ricordo del 10 febbraio, la lapide venne addirittura rubata. Quest'anno, pochi giorni dopo le celebrazioni, danneggiata con lo speay nero. Oggi invece fatta a pezzi.
Il tema delle foibe è un tema di quelli 'divisivi', connotati politicamente e soprattutto ideologicamente. La storiografia ha accertato queste morti, ha accertato l'esodo di istriani, fiumani e dalmati nella transizione tra la guerra e il dopo guerra. Un fenomeno tragico che ha investito la Venezia Giulia sui cui fatti c'è poco da discutere.
Ha sempre fatto discutere, però, la connotazione politica delle celebrazioni della Giornata. Oltre alle istituzioni, sono sempre stati i gruppi di estrema destra a tributare 'onori ai martiri delle foibe', con gli anarchici a pochi passi che in ogni occasione hanno tentato di interrompere i raduni del 10 febbraio al grido di 'fascisti carogne'.
Una contrapposizione che si esprime anche in questo modo: l'ennesima deturpazione di una lapide a ricordo. Un altro sfregio alle vittime che se sono state strumentalizzate non è certo colpa loro.

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