giovedì 11 maggio 2017

Gianfranco Fini trema: estradato l'uomo della casa di Montecarlo

Nel silenzio dei media, da alcuni giorni è ospite delle carceri italiane Rudolf Baesten braccio destro di Francesco Corallo, il re delle slot machine, accusato dai pubblici ministeri di aver oliato il sistema politico italiano al fine di ottenere leggi favorevoli alle aziende del cosiddetto gioco d'azzardo legale. Il quotidiano La Verità con un interessante articolo firmato dai colleghi Giacomo Amadori e Fabio Amandolara  ce ne da notizia ricordando come ai quattro indagati di Corallo, Gianfranco Fini, la compagna Elisabetta Tulliani, il cognato Giancarlo ed il suocero Sergio non conviene festeggiarne la notizia.



Si allungano i tempi per le estradizioni in Italia dalle Antille Olandesi di Francesco Corallo, il re delle slot machine di origine siciliana accusato di associazione a delinquere dalla Procura di Roma. Ma i quattro coindagati di Corallo ( per riciclaggio) Gianfranco Fini, la compagna Elisabetta Tulliani, il cognato Sergio ed il suocero Sergio, non conviene festeggino la notizia.
Infatti il braccio destro di Corallo, Rudolf Baetsen è già stato trasferito nelle carceri italiane nel silenzio dei media. Al momento si è avvalso della facoltà di non rispondere, ma se decidesse di collaborare, visto lo stato delle nostre carceri che non ricordano nemmeno lontanamente quelle di Sint Maarten per Fini e per i Tulliani la situazione potrebbe complicarsi.
Baetsen e Corallo sono accusati dai pm Michele Prestipino e Barbara Sargenti di aver oliato il sistema politico italiano per ottenere leggi favorevoli alle aziende del cosiddetto gioco d'azzardo legale. Gli stessi personaggi avrebbero rigirato diversioni milioni di euro frutto di una gigantesca evasione fiscale a Fini e alla famiglia Tulliani.
Il Daily Herald, quotidiano dell'isola di Sint Maarten, nei giorni scorsi ha scritto che, Corallo potrebbe rimanere incarcerato sull'isola per un altro anno, in quanto la sua sua effettiva estradizione in Italia potrebbe non essere eseguita fino all'estate del 2018.
Ad aprile un parlamentare olandese del Partito Socialista aveva chiesto espressamente informazioni sul luogo di detenzione di Corallo, nonché sulla data prevista per l'estradizione.  Il ministro dell'interno Ronaldo Plasterk ha risposto che il giudice che ha esaminato la richiesta di estradizione ha ritenuto legittimo l'arresto disposto dal Tribunale di Roma.
Da quel giorno Corallo si trova incarcerato presso la stazione di polizia della capitale Philipsburg. Il giudice ha ritenuto illegittimo il trasferimento di Corallo da Sint Maarten non lo consentono: l'ipotizzato spostamento era contro la volontà di Corallo.
Plasterk ha spiegato che, dal giorno del suo arresto, gli avvocati di Corallo hanno richiesto per 3 volte alla corte la revoca o la sospensione dello stato di detenzione. Tutte e tre le istanze sono state rigettate.
Secondo il quotidiano "la richiesta di estradizione delle autorità italiane a quelle di Sint Maarten è stata presentata tempestivamente ad attraverso i canali corretti. L'esame della richiesta di estradizione si terrà dinanzi alla Corte di Philipsburg il 16 maggio. L'udienza era stata originariamente prevista per il 21 marzo, ma la data ha incontrato la resistenza degli avvocati di Corallo, secondo i quali era eccessivamente ravvicinata.
Adesso secondo Plasterk, si dovrà seguire la procedura completa di estradizione ( la più lunga) perché il mandato d'arresto europeo non è applicabile alla parte olandese di Sint Maarten. Questa regolamentazione si applica invece alla porzione francese, e per questo l'altro indagato Baetsen, arrestato nella parte controllata da Parigi è già stato estradato in Italia. La procedura completa prevede la possibilità di presentare un appello alla Corte Suprema nei Paesi bassi. La prassi mostra che questa procedura può richiedere un anno. Ciò significa che l'estradizione effettiva potrebbe avere luogo solo nell'estate del 2018, ha spiegato Plasterk.
Nel frattempo Baetsen è atterrato in Italia. I magistrati lo hanno definito organizzatore e capo di una associazione transnazionale dedita a frodare il fisco. Per gli inquirenti era il braccio destro di Corallo e compartecipe delle decisioni strategiche delle diverse realtà societarie del gruppo. Si occupava, secondo l'accusa, del riciclaggio di proventi illeciti e in uno dei capi d'imputazione viene descritto come amministratore di numerose società estere e offshore riconducibili a Corallo. I magistrati hanno ricostruito che sarebbe stato lui a trasferire il denaro di Corallo estero su estero con transazioni idonee a ostacolarne l'identificazione della provenienza delittuosa. In particolare avrebbe trasferito 7540000 euro su un conto di una banca di Sint Maarten. Da qui, nel 2009, è partito un bonifico di 281387 dollari a favore di Giancarlo Tulliani, e un secondo invio di 3599807 dollari indirizzato a Sergio Tulliani con la causale liquidation foreign assets  decree 78/2009 considerato dai pm il pagamento per una legge favorevole.
Tra i trasferimenti finiti sotto esame c'è pure quello da 327295 euro a favore della società offshore Printemps Ltd, riconducibile a Giancarlo Tulliani, soldi utilizzati per l'acquisto, scrivono gli investigatori, di un appartamento sito nel principato di Monaco: la famosa casa di Montecarlo.
Il 30 settembre 2009 Baetsen mandò una seconda tranche a favore della Timara Ltd questa volta collegabile a Elisabetta Tulliani per un nuovo passaggio di proprietà dello stesso appartamento di Montecarlo che transita cosi dalla Printemps alla Timara. 
Gli investigatori tracciano infine altri due bonifici riferibili a Baetsen: uno da 400000 e un altro da 500000 per la società Jayden limited del solito Giancarlo Tulliani.

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