giovedì 11 maggio 2017

Allarme sovranista: ora è il Lazio la terra dei fuochi?

A lanciare l'allarme, dalle pagine web del Talebano, think tank sovranista, è un attivista laziale, Emanuele Campilongo che si pone, e ci pone, un dilemma assai inquietante dopo il terribile rogo di Pomezia: possiamo continuare a chiamare Terra dei Fuochi l'entroterra napoletano o non è piuttosto il caso di guardare alla catastrofe ambientale dell'area metropolitana di Roma?

Venerdì 5 maggio 2017 resterà una data tristemente scolpita nella mente dei cittadini di un vasta porzione di territorio del Lazio. Il disastro della Eco X di Pomezia è la definitiva pietra tombale di una terra e della sua popolazione oltre che della sua economia. La diossina e l’eternit contenuti nella spaventosa nube sprigionatasi nel rogo, segneranno il destino di migliaia di cittadini per decenni in una raggio di 50 km dall’epicentro. Questo disastro era praticamente annunciato ma, l’insipienza e la malafede della politica hanno impedito che tale ipotesi potesse essere scongiurata.

Meno di un anno addietro, a pochi km dalla Eco X aveva preso fuoco la discarica di Roncigliano, qualche mese prima ancora l’incidente alla Turbogas di Aprilia. Questi eventi non hanno portato nessuno a ragionare e prendere provvedimenti. A tutt’oggi manca una mappatura di tutti i siti che lavorano nel ciclo dei rifiuti nel territorio di Pomezia, Aprilia, Albano Laziale, un vero e proprio “triangolo della morte”, in cui politici straordinariamente compiacenti e dipendenti dai denari dei “mammasantissima della monnezza”,hanno voltato le spalle ai propri cittadini fregandosene dell’incidenza tumorale spaventosamente in aumento.

Il nostro territorio è la seconda Terra dei Fuochi: qualcuno ha deciso, senza consultare gli abitanti, che costoro potevano e dovevano essere sacrificati sull’altare degli enormi interessi economici in ballo, senza contare che tutti sanno e nessuno parla anche dei rifiuti interrati negli anni ’80 e ’90 di cui il pentito Schiavone prima di morire ha riferito alle Autorità. Chi come noi lotta da anni affinché il diritto alla salute sia tutelato, attraverso la militanza politica e l’impegno, viene lasciato solo se non addirittura ostacolato.

È per questo che faccio appello direttamente a Matteo Salvini, approfittando delle pagine talebane, affinché si comporti realmente da alfiere del sovranismo e della difesa dei territori, venendo qui a respirare la nostra stessa aria e facendo da megafono per la nostra voce, affinché essa arrivi forte e chiara nelle stanze di chi prende le decisioni. Solo di lui possiamo fidarci, anche alla luce delle assurde quanto emblematiche dichiarazioni del Sindaco di Roma, che nel salotto di Bruno Vespa a quattro giorni dall’incidente di Pomezia e senza nemmeno aspettare che l’incendio fosse definitivamente spento, ha dichiarato che per risolvere il problema della spazzatura di Roma bisognava aprire una bella discarica ad Aprilia a meno di 20 km dal disastro della Eco X. Non c’è male come soluzione, per salvare Roma bisogna far ammalare di tumore tutto il circondario.

Emanuele Campilongo

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