domenica 16 aprile 2017

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Primavalle, un rogo che arde da 44 anni


Buttati, Virgilio buttati!
Il rogo arde da mezz'ora. Il primo grido, quando tutto inizia a precipitare verso la fine, è quello del padre: Virgilio è affacciato al davanzale, già statico, terreo, stordito mentre il fuoco gli precipita intono. Le fiamme stanno divorando tutto l'appartamento: dal cornicione e dal telaio degli infissi cadono frammenti infuocati e materiali incandescenti, la finestra alle sue spalle arde di luce e di brace. In strada c'è tutto il quartiere, e i primi soccorritori tendono le coperte per attutire la caduta dal terzo piano. Il grido diventa una successione di appelli scomposti, invocazioni, quasi un coro disperato: Salta! Salta giù Virgilio! Buttati adesso, per l'amor di Dio!
Del piccolo Stefano, che gli è al fianco, dalla strada si intravede solo la testa. Il fratello lo abbraccia per proteggerlo con il suo corpo, e continua a toglierli dai capelli i coriandoli fiammeggianti di vernice che  si staccano dalle persiane e scendono giù come una pioggia di lapilli. Quello che fino all'ultimo è stato un vitale istinto di protezione si trasforma in un gesto rallentato, spettrale, drammatico. 
La mano sempre più debole, alla fine si abbassa pietrificata. Virgilio fino all'ultimo non ha voluto lasciare il fratellino. Ma adesso non può resistere più, e si arrende.
Alle 3,37 del mattino, il 16 aprile, polizia, ambulanze e vigili del fuoco sono ormai sul posto: ma per i due fratelli non c'è più nulla da fare. La madre Annamaria e due dei figli più piccoli Giampaolo di 3 anni e Antonella di nove, sono riusciti miracolosamente a fuggire attraverso la porta di casa, quando il fuoco ha iniziato ad avvampare nel piccolo appartamento di periferia. Lucia, di 15 anni si è gettata nel vuoto dal balconcino del secondo piano, dove è riuscita a calarsi con l'aiuto del padre. Mario Mattei, già a terra, l'ha afferrata al volo, malgrado le ustioni che gli sfigurano il corpo. Silvia, 19 anni si è tuffata nella veranda della cucina. Ha battuto la testa sulla ringhiera del secondo piano, la schiena sul tubo del gas, è stata provvidenzialmente trattenuta per qualche attimo dai fili del bucato, quindi è caduta sul marciapiede del cortile, rompendosi 2 costole e 3 vertebre. Le è andata bene. Solo per un miracolo si è sfiorata la strage di tutta una famiglia.
Roma, 16 aprile 1973, periferia della Capitale, via Bibbiena, Mario Mattei è il segretario della sezione del MSI nel quartiere. La violenza politica si trasforma per la prima volta in massacro, in quello che passerà alla storia come il rogo di Primavalle.....

Tratto da Cuori neri di Luca Telese, pagine 63-64

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