domenica 2 aprile 2017

Monteforte Irpino: Casa Pound dice no ai centri d'accoglienza


Alcuni militanti di Casa Pound Italia, guidati dal portavoce Giuliano Bello, si sono riuniti alle porte di Monteforte Irpino, all'altezza di via Rivarano per protestare contro i centri d'accoglienza e il loro assorbimento di fondi che andrebbero, a detta dei militanti della tartaruga frecciata destinati unicamente agli italiani.
Le motivazioni della manifestazione di dissenso ai centri d'accoglienza vanno anche ricercati nei recenti avvenimenti di cronaca nera che hanno visto protagonisti alcuni immigrati di origine africana, tra cui il grave episodio di tentata violenza ai danni di una donna da parte di 3 ragazzi nigeriani avvenuto proprio a Monteforte Irpino lo scorso 24 marzo. 
Casa Pound dice no ai centri d'accoglienza non solo per motivi di ordine pubblico e di sicurezza ma anche perché sostiene la tesi che i fondi investiti nelle casa d'accoglienza per i migranti potrebbero essere utilizzati diversamente, per esempio convertiti in un reddito di natalità che incentiverebbe non poco la nascita di giovani italiani, rimediando al calo demografico.





Questa la ragione sociale che ha accompagnato il logo della tartaruga di CasaPound nella giornata odierna. Le motivazioni della manifestazione di dissenso vanno ricercate nei recenti avvenimenti di cronaca che hanno visto protagonisti proprio immigrati di origine africana. In particolar modo si fa riferimento ad un episodio di tentata violenza occorso lo scorso 24 marzo proprio a Monteforte. In quel caso sono stati tre ragazzi nigeriani ad essersi resi colpevoli dell’accaduto.
La corrente di pensiero di CasaPound sostiene che i fondi investiti nelle case d’accoglienza potrebbero essere utilizzati diversamente, in particolare convertendoli in un “reddito di natalità” che incentiverebbe le nascite di figli italiani. Sostenendo che non sempre gli immigrati che arrivano scappano realmente da fame e guerre (nonostante in questo preciso istante in Africa siano in corso 214 conflitti in 29 Paesi), piuttosto che rimediare al calo demografico con il loro inserimento nella società italiana, andrebbero sostenute e incentivate alla procreazione le famiglie di origine esclusivamente italiana, mediante una politica sociale atta a rimpinzare le tasche dei nostri concittadini.


monteforte irpino
Fonte: Facebook CasaPound Avellino

Bandiere italiane e volantini di propaganda, dunque, hanno rappresentato un momento di dissenso che è figlio di una escalation d’intolleranza cui va posto un freno. Proprio un paio di giorni fa avevamo ascoltato il mediatore culturale Pierre Dimitri Meka ripudiare, come tutto il popolo africano la violenza, soprattutto se esercitata sulle donne. Gli abbiamo sentito pronunciare le sue scuse, a nome di tutti i migranti che giungono qui e non onorano la loro cultura nel rispetto della nostra, ricordandoci che in ogni popolo esistono i “buoni” e i “cattivi”. È evidente che non basta.
Si potrebbe discutere sulla regolamentazione dei flussi migratori e sul supporto non sempre adeguato dei Paesi comunitari, si può 


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