martedì 14 marzo 2017

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Franco Mormile: quella volta alla Mostra ci difendemmo noi dai rossi

(G.p)La mostra d'Oltremare a Napoli, dove sabato scorso si è svolta la prima manifestazione di Noi con Salvini, costola centro-meridionale della Lega Nord per l'indipendenza della Padania, nel 1976 ospitò il congresso provinciale del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale.

Anche in quell'occasione, la sinistra antagonista ed extraparlamentare, quella che sosteneva la tesi che uccidere un fascista non fosse reato provò ad impedire lo svolgimento del congresso provinciale del partito guidato da Giorgio Almirante, come ci racconta, con un interessante articolo Franco Mormile, storico attivista missino, militante di piazza di lungo.


Il congresso provinciale del MSI alla Mostra d'Oltremare

di Franco Mormile

Volevamo fare il nostro congresso in santa pace, non chiedevamo altro,
Avevamo avuto ordine dai nostri dirigenti di non accettare provocazioni e di mantenere la calma Erano momenti particolari, eravamo sotto tiro dalla stampa locale e nazionale, era il tempo che ammazzare un fascista non era reato.
Erano venuti in massa per impedirci di parlare in nome dell’antifascismo, volevano impedirci di fare politica, di difendere i nostri ideali e noi non ci stavamo.
Quel giorno , non so come non c’era la polizia che faceva da cuscinetto, in un lampo ci organizzammo , ci guardammo negli occhi e Banzai, questo fu il grido con cui li caricammo.
Si correva, era scontro, non era il primo e non sarebbe stato l’ultimo, ma questa volta , anche per pochi minuti noi e loro. Non era solo un fatto fisico ma era finalmente la capacità di difendere un idea, dei valori che ci dava la determinazione di farla finita e di arrivare al dunque dopo settimane di provocazioni e angherie.
Banzai, in pochi istanti li fummo addosso, prime randellate, pochi istanti e i vermi, i radical chic. I figli di papa ebbero la peggio. Scappavano a gambe elevate, quasi mi facevano pena, quasi ho detto!
Ritornammo al congresso , molti delegati erano stati aderenti alla Repubblica Sociale, incrociammo i loro sguardi, erano lucidi, erano preoccupati perché come al solito eravamo numericamente inferiori. ma anche orgogliosi,
Numericamente inferiori, ma con tanta rabbia, eravamo consapevoli di lottare per dare continuità ad una idea. Consapevoli dei rischi fisici e penali , ma chi se ne fregava.
Ecco come si difende un ideale, non ci siamo mai barricati, abbiamo dato battaglia a testa alta, abbiamo dato e nulla voluto.
Ci chiamavano nostalgici ebbene si, eravamo e siamo nostalgici . crediamo ancora che un uomo “ se non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale nulla lui”.
Crediamo ancora a valori che sono ancora attuali. Crediamo nella famiglia, all’italianità , al diritto della difesa personale, al lavoro, allo stato sociale, all’indipendenza del pensiero, alla spiritualità, ad un stato etico e sovrano. Crediamo di dare ai nostri figli la possibilità di essere fieramente Italiani. Ecco cosa vogliamo, vogliamo lavorare e sostenerci del nostro lavoro
Banzai !

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