venerdì 3 febbraio 2017

Torino:rischio licenziamenti per i lavoratori del Carrefuor. La protesta di Casa Pound


(G.p) I militanti torinesi di Casa Pound Italia nella notte hanno affisso centinaia di manifesti di solidarietà ai lavoratori della Carrefuor a rischio licenziamento.
Infatti l'azienda ha annunciato ben 500 esuberi, in tutta Italia, isole comprese, ed alcune decine di questi riguardano anche i supermercati della provincia di Torino.
Il senso di questa iniziativa a difesa dei 500 lavoratori italiani del gruppo Carrefuor ci viene spiegata, da una nota congiunta, firmata da Matteo Rossino, responsabile provinciale di Casa Pound Torino e da Marco Racca responsabile regionale del movimento.
Nota che pubblichiamo per interno

“Carrefour ha annunciato 500 esuberi – dichiara Matteo Rossino responsabile provinciale del movimento – Alcuni di questi esuberi riguarderanno anche il torinese. Troppi questi licenziamenti per chi in questi anni ha beneficiato di allegri regali da parte della politica. Nessuno deve essere licenziato.”
“La politica ha favorito la creazione di supermercati che hanno distrutto gli esercizi commerciali a conduzione familiare. Una scelta folle che abbiamo sempre contestato – ha aggiunto Marco Racca responsabile regionale del movimento  perché crea problemi economici e sociali sul medio periodo devastanti. Carrefour inoltre, assieme ad altri colossi, ha favorito la precarizzazione dei lavoratori italiani, con l'aiuto di sindacati e politici. Ora questa notizia degli esuberi ci lascia senza parole. Per far lucrare sempre di più gli azionisti, si mettono sul lastrico centinaia di persone. Non possiamo rimanere a guardare, per questo siamo pronti ad offrire consulenza legale gratuita ai lavoratori di Carrefour. 
Il lavoro degli italiani deve essere difeso, se necessario anche mediante carte bollate e ricorsi in Tribunale.”
“Consiglio ai lavoratori,ha concluso Racca, di non farsi fregare dai sindacati che in questi giorni si sono mobilitati per aiutare i lavoratori. Loro sono tra i responsabili di questa situazione. Se avessero lavorato bene negli anni passati, oggi Carrefour non si sognerebbe nemmeno di lasciare a casa 500 lavoratori.”

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