mercoledì 1 febbraio 2017

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In memoriam Pietro Golia.


di Marco Francesco De Marco


Con la morte di Pietro, in un attimo, diventiamo tutti vecchi, più di quanto non lo si sia già diventati. Vecchissimi La nostra adolescenza si allontana, portata via dai luoghi della nostra memoria. Ultima tra le sedi ancora aperte della nostra gioventù, Controcorrente era il luogo degli incontri (anche degli scontri, sempre verbali), delle chiacchierate, dei progetti, dei manifesti, dei libri, delle idee. E poi si usciva ad "attaccare i manifesti", oppure Pietro richiamava all'ordine "Signori, che ne dite di andare a lavorare di ganasce"? Il modo più simpatico di dire "ceniamo", parte di un repertorio di modi di dire e di fare, che rendeva Pietro unico, unico anche in questo. E così la giornata si allungava ancora, fino a notte, ed ogni chiacchierata sembrava possedere la forza di cambiare il mondo. Ma la "cifra", la sostanza di Pietro Golia fu un'altra, ben più importante. Una qualità rara che farà si che Pietro possa essere ricordato per lungo tempo: Pietro c'era sempre, c'è sempre stato; per Pietro non esisteva "è tardi", oppure "è lontano". Non conobbe nessuna passione borghese, non fece altro nella sua vita: libri, manifesti, conferenze, viaggi, manifestazioni. Pietro non dedicava semplicemente del tempo ai suoi ideali: Pietro era, incarnava, le sue idee e le sue passioni. Per cui, quando sentite o pronunciate parole tipo "soldato politico" pensate anche a Pietro Golia ed al suo esempio. E, così come lui, il suo tempio, la sua vera casa, Controcorrente, la libreria che ci ha formati, indirizzati, modellati. Una istituzione che è arrivata fino a noi, solo grazie al suo sacrificio, alla determinazione che Pietro possedeva in quantità che noi possiamo ammirare ed indicare a tutti come esemplari, uniche. Ora che Pietro è da qualche ora in viaggio per i Campi Elisi, mi piace pensare che non consideri retorico il mio ricordo. Tutt'altro: ho elencato solo alcune delle sue qualità. Se potessi chiedergli un giudizio sulle mie parole, sono convinto che mi direbbe "esatto", portando il pollice e l'indice uniti verso destra. Anzi, direbbe "isatto" come sanno tutti quelli che gli furono più vicini, che gli vollero bene come ad un padre, ad un fratello, per il quale non esistono lacrime a sufficienza per affievolire il dolore della sua scomparsa. Addio amico mio, il nostro mondo e la nostra vita sono stati migliori grazie alla tua presenza. Che tu possa trovare in Cielo la giusta gioia e serenità per i tuoi meriti terreni.

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