giovedì 16 febbraio 2017

Grosseto:il sindacato di Polizia lancia l'allarme su Casa pound, dal 2011 ad oggi arrestati o denunciati 400 militanti

Alla presenza di Simone Di Stefano vice presidente nazionale di Casa Pound Italia, sabato 18 febbraio sarà inaugurata a Grosseto la dodicesima sede toscana del movimento politico guidato da Gianluca Iannone.
A Grosseto Casa Pound può contare oltre che su un buon numero di militanti anche dell' adesione di un consigliere comunale eletto nelle file di Fratelli d'Italia Gino Tornusciolo, presidente dell'associazione La Deceris che sarà uno dei responsabili del movimento a livello provinciale.Ma l’arrivo di Casa Pound in città non piace a tutti, tanto è vero che ben undici associazioni hanno deciso di scrivere una lettera aperta al Prefetto per fermare questo insediamento, per chiedere la revoca delle autorizzazioni per l'apertura della sede di Casa Pound.
Anche il Silp Cgil sindacato dei poliziotti democratici aderenti alla Cgil, tramite Daniele Tissone segretario nazionale ha espresso la propria contrarietà all'arrivo di Casa Pound, con una nota diffusa alla stampa.
Grosseto è stata il primo capoluogo di provincia italiano liberato dalla Resistenza dopo Roma ed è soprattutto una città di grandi tradizioni civili e democratiche. L’apertura in città di una nuova sede del movimento neofascista CasaPound è in insulto intollerabile, e soprattutto rappresenta un grandissimo problema di ordine pubblico di cui i poliziotti grossetani dovranno farsi carico». È la dura presa di posizione di Daniele Tissone, segretario nazionale del Silp Cgil, sindacato dei poliziotti democratici aderenti alla Cgil.«Sorrido amaramente – aggiunge il segretario del Slp cgil – quando leggo che i cosiddetti “fascisti del terzo millennio” sarebbero ben disposti nei confronti delle forze dell’ordine, soprattutto durante manifestazioni ed eventi. È una balla colossale e lo dicono i numeri: dal 2011 ad oggi sono state circa 400 le persone denunciate e arrestate legate a CasaPound. Tra le persone recentemente fermate durante alcuni scontri a Roma il vice presidente Simone Di Stefano, già noto agli archivi delle forze dell’ordine come il suo sodale Gianluca Iannone, denunciato in passato, tra l’altro, anche per il pestaggio di un carabiniere».

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