mercoledì 8 febbraio 2017

Casapound contro la conferenza negazionista delle foibe del comune di Orvieto

(G.p) L'amministrazione comunale di Orvieto guidata dal sindaco Germani, espressione del Partito Democratico, è stata oggetto di un duro attacco politico da parte di Casa Pound, che in una nota, diffusa alla stampa, critica il comune per aver concesso il patrocinio e aver garantito la presenza del vice sindaco ad una conferenza che nega l'esistenza delle foibe, giustifica le violenze contro gli italiani invitando tra i relatori una "negazionista" di professione come Alessandra Kersevan, che esalta il ruolo delle brigate jugoslave.
Ancora una volta in Umbria, precisa Piergiorgio Bonomi, responsabile provinciale di Casa Pound Italia, c'è chi vuole dividere, seminare odio, infangare la memoria e le sofferenze degli Italiani, auspicandosi che in Comune anche l'opposizione faccia qualcosa per impedire questo vergognoso teatrino.
Il responsabile del movimento politico guidato da Gianluca Iannone e Simone di Stefano ricorda  il testo della norma istitutiva del “Giorno del Ricordo” che avrà luogo tra soli due giorni: « La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
 Nella giornata suddetta sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. 
Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. »


2 commenti:

Il problema si risolve facilmente, basta legare in fila indiana con il filo spinsto e con in testa questa manica di veegognosi esseri sul bordo di una foiba, puntare alla nuca una pistola alla "prima della fila" e fargli sentire il gelo, di chi viene assassinato e cadendo si porta dietro un'altra decina di persone VIVE, per epurare un Popolo colpevole solo di essere Italiano, e gridargli nelle orecchie che tutto questo è accaduto in suolo italiano, per mano di partigiani Titini, con la complicità di quelli nostrani, che è stato insabbiato per decenni e tutto questo è avvenuto anche a fine guerra !! È semplice!!!

i partigiani di Tito hanno reso (forse sono stati fin troppo comprensivi) quello che hanno subìto.... chi semina vento raccoglie tempesta..

Posta un commento