giovedì 9 febbraio 2017

Antonio Mazzella: sovranisti d'Italia uniamoci



(G.p) Nel complesso e variegato panorama politico italiano, in queste settimane sta nascendo un nuovo partito "sovranista" in cui confluiranno la Destra di Francesco Storace ed Azione Nazionale, movimento politico nato dopo la sconfitta dei cosiddetti quarantenni all'ultima assemblea della Fondazione Alleanza Nazionale e guidato dall'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Il neo movimento, in queste settimane è impegnato in una fase costituente che vede protagonisti i leader Alemanno e Storace impegnati in un estenuante tour in tutta Italia, isole comprese.
L'obiettivo politico è ambizioso: unire la destra che fa la destra sulla scia tracciata da Marine Le Pen e con il sogno di portare in una coalizione di centro destra a stampo sovranista anche il felpato Matteo Salvini e Giorgia Meloni, leader indiscussa di fratelli d'italia.


Poche ore prima dell'assemblea del Polo Sovranista in Campania, alla quale parteciperanno anche Francesco Storace, segretario nazionale de la Destra e Gianni Alemanno, leader di Azione Nazionale intervisto Antonio Mazzella, già Capo della Segreteria de la Destra, componente della direzione nazionale de la Destra, segretario provinciale di Caserta al quale pongo alcune domande.



Antonio Mazzella come mai un nuovo partito?
"A destra" è necessario compiere un'inversione di marcia quanto più rapida possibile, rispetto alla continua diaspora di militanti e simpatizzanti, alla frammentazione parcellizzata di un ambiente unico, pur anche se variegato, ed alla dispersione di consensi elettorali.
Pur mantenendo la spinta ideale sulla rotta dei valori di sempre, c'è necessità di dare risposte adeguate alle problematiche attuali, in parte anche nuove, come la perdita di sovranità che stiamo vivendo.
Questo si può e si deve fare con uno strumento nuovo, un movimento politico che sappia interpretare, sostenere e concretizzare le nuove istanze che ne conseguono.

Ma il termine sovranista non è stato già utilizzato da Salvini e Meloni?
In Italia, i termini sovranismo e/o sovranista sono un neologismo, credo tuttora assente da testi giuridici e vocabolari, mentre è ormai diffuso sulla rete e fra la gente, ed è diventato non solo un tema d'attualità centrale in politica, ma l'assunzione dichiarata di una determinata posizione che, in buona sostanza, definisce l'istanza di rivendicazione e riconquista di una sovranità ormai negata al popolo ed allo stato, che ne sono stati privati.
Sarà per questo che fa notizia se lo adoperano Salivi o Meloni, o anche CasaPound, in Italia, mentre che venga usato altrove, come in Francia, dove è ormai di uso comune, per esempio da economisti quali Frèderic Lordon e Jacques Sapir, anche contrapponendo visioni differenti, evidentemente non interessa a nessuno.
A mio modesto avviso, i concetti alla base del "sovranismo", erano già presenti, in Italia, negli studi encomiabili del Prof.Giacinto Auriti, non solo, ma negli ultimi anni c'è stato un proliferare di sigle associative, magari non da grandi numeri, che in qualche maniera hanno raccolto il messaggio, sia pure in ordine sparso.
Questo, giusto per contestualizzare l'argomento specifico, ma senza dimenticare che La Destra fin dalla sua fondazione, dieci anni or sono, sosteneva tesi apertamente sovraniste.
Basterebbe riandare con la mente ai dieci punti programmatici diffusi dal partito, oppure al 2° Congresso Nazionale tenuto a Torino, al Lingotto, nel febbraio 2012, o, ancora, allo spettacolare corteo del 4 marzo 2012 in cui in oltre 20mila sfilammo dietro lo striscione in cui campeggiava la scritta "SOVRANITA' MONETARIA".
Comunque sia, ben venga che intorno a questa battaglia ideale ed istituzionale di Libertà, si aggreghino avendola come minimo comune denominatore fondante di un programma chiaro e condiviso, forze politiche e sociali, anche le più disparate.
I diritti di primogenitura non ci interessano più di tanto.


La Lega Nord per l'indipendenza della Padania e Fratelli d'Italia saranno vostri alleati o vostri avversari?
Quella che tu chiami Lega Nord per l'indipendenza della Padania molto probabilmente rinuncerà a questa dicitura indipendentista proprio per abbracciare in pieno la tesi sovranista, che riconosca l'Italia    Stato unitario come tale.
 A questo proposito non dimentico che andrebbe quanto meno attuata una rivisitazione storica rispetto  alla conquista del regno della Due Sicilie ristabilendo finalmente la Verità negata e riconoscendo la giusta dignità ai suoi Combattenti.
Con la Lega e con il partito della Meloni, sulla base di un programma concordato e condiviso, sarebbe opportuno consolidare un polo sovranista che non lasci nulla di intentato per moltiplicare esponenzialmente i consensi che andando in ordine sparso si andrebbero invece probabilmente a disperdere in più rivoli.

Con che spirito guardate a Forza Italia ed al premier Silvio Berlusconi?
I Latini avrebbero risposto "pari inter pares".
 
A proposito di Europa sarete un partito euroscettico?
 I vincoli di civiltà e della sacralità, che uniscono i Popoli europei, nel solco di un'unica tradizione, precristiana e cristiana che sia, sono profondi, e l'Europa è stato un mito fondante nella nostra formazione culturale e politica.
Siamo, non scettici, ma contrari, da sempre, rispetto all'europa delle banche, perchè l'Europa che abbiamo cantato e sognato è quella dei Popoli e delle loro autonomie. Autonomia, un'altra parola d'ordine nella nostra sfortunata campagna elettorale europea del 2009.


Veniamo ad un tema di carattere squisitamente politico: questione leadership del centro destra. Anche tu auspichi le primarie? Se si con quali regole?
Le primarie al momento sono una proposta ragionevole, a fronte soprattutto della mancanza di una cosiddetta "leadership" a priori largamente condivisa ed indiscussa. Credo che ne converrà anche chi, alle elezioni della città di Roma, quando Storace le propose, le ricusò, sebbene le avesse in precedenza poste come tratto caratterizzante della propria prassi politica.
Le regole non sono in grado di stabilirle, qui, ora, ma ritengo debbano essere motivo di incontro e confronto, e concordate in un ampio tavolo di concertazione.
Personalmente immagino che il primo criterio, fondamentale, possa essere “una persona, un voto”.
Sei stato candidato alle scorse politiche nelle file de  La Destra ti ricandideresti?
Mi hanno trasmesso in tempi ormai lontani, ma mai dimenticati, il concetto dell'impersonalità attiva. Quindi ci si schiera dove è necessario, ma sarei certamente lusingato se mi si ritenesse capace e degno di portare le mie, le Nostre Idee, nelle istituzioni.
Intendo la Politica come necessariamente "buona", in assoluta contrapposizione alla "mala-politica" ed alla cosiddetta "anti-politica", che a parer mio sono due facce della stessa medaglia.
Qualcuno sostiene che l'uomo sia un "animale politico", ma il militante politico è l'esatto opposto del politicante di mestiere.
Fare Politica è un atto d'amore che comporta una disponibilità totale ed assoluta verso la propria Comunità, la propria Gente, il proprio Popolo, non significa, però, essere necessariamente inserito nelle istituzioni, ma anche, forse soprattutto, stare sul territorio, come presenza fisica, mantenendo uno stile, che se manca non si può imitare, né comprare, rappresentando un'etica, che se non appartiene non si può né abbracciare, né millantare. 

0 commenti:

Posta un commento