sabato 14 gennaio 2017

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Rissa di Prati: il Corriere della Sera fa il nome del minorenne ferito. Carta di Treviso, addio

La carta di Treviso regola i doveri dei giornalisti nell'informazione sui minori. Tra questi, al secondo posto di un lungo elenco, "va garantito l'anonimato del minore coinvolto in fatti di cronaca, anche non aventi rilevanza penale, ma lesivi della sua personalità, come autore, vittima o teste; tale garanzia viene meno allorché la pubblicazione sia tesa a dare positivo risalto a qualità del minore e/o al contesto familiare e sociale in cui si sta formando".
Nessuna delle condizioni esimenti risulta valida per giustificare la pubblicazione da parte del Corriere della Sera del nome del minorenne vittima dell'accoltellamento del 14 ottobre scorso a piazza Cavour che ha portato all'arresto di sette giovani, componenti di una comitiva che ruota intorno alla storica sede neofascista di via Ottaviano a Prati. Anzi, il nome indicato è linkato al pezzo di cronaca il cui titolo indica con chiarezza l'età della vittima.
Più attento il cronista del Corriere a rispettare un'altra regola: quella che impone di evitare di fare i nomi dei congiunti dei protagonisti dei fatti di cronaca se non "indispensabile alla comprensione dei fatti". Ma certo un borgataro di Primavalle impone minor rispetto dei figli dei buoni professionisti del centro borghese della Capitale.

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