venerdì 20 gennaio 2017

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Enzo De Caprio: 65 anni di battaglie politiche con la fiamma nel cuore


In un freddo pomeriggio di metà gennaio, in esclusiva per i lettori di fascinazione intervisto l'avvocato Vincenzo De Caprio, decano del foro di Napoli, storico esponente del Movimento Sociale Italiano, partito di cui è stato consigliere comunale per 23 anni, con incarico di capogruppo nel 1980, ai tempi di Almirante sindaco e nel 1993 quando fu candidata alla carica di sindaco, sotto le insigne del MSI Alessandra Mussolini, e direttore del mensile di politica Mediterraneo.
L'avvocato Vincenzo De Caprio, in maniera chiara e intellettualmente onesta risponde alle mie domande, evitando di parlare il politichese, linguaggio tanto caro ai politici di questo terzo millennio.

Quest'anno ricorre il settantesimo anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano, principale partito della destra politica italiana, ritieni che sia giunto il momento di fare chiarezza sulla storia della destra italiana?
Certamente. Noi abbiamo perso la guerra della parola perché in parte siamo responsabili di alcuni silenzi, non riuscendo a definire l'aspetto della terza via, alternativa al liberal capitalismo ed al comunismo, che è la nostra strada maestra.
Noi missini ci siamo sempre battuti per questa alternativa, quella dell'omologazione al relativismo politico, guardando al passato e prendendo dal passato alcuni punti fondamentali che sono pilastri della nostra storia, come più volte, in più occasione, ha detto con chiarezza Giorgio Almirante.

Il Movimento Sociale Italiano ha subito una lunga demonizzazione che derivava dal suo legame mai scisso con il fascismo, ma la sua funzione fu quella di tenere in vita la fiamma della nostalgia?
No assolutamente no, poiché la storia del ventennio, per quello che riferisce lo storico Renzo De Felice ed anche altri uomini politici del calibro di Wiston Churcill ed altri uomini che comprendono la libertà di pensiero parlano diversamente della lotta tra il capitale ed il mondo del lavoro.
Pensiamo a quanto è stato scritto nella Carta del lavoro del 21 aprile del 1927, uno dei documenti fondamentali dell' epoca sono espressi i principi sociali, la dottrina del corporativismo, l'etica del sindacalismo . Una perfetta sintesi del rapporto capitale- lavoro difeso, protetto e tutelato dalla Stato.

Quali sono stati i personaggi centrali nella storia del Movimento Sociale Italiano?
Ti ringrazio per questa domanda. Non posso non menzionare e ricordare i fondatori del Movimento Sociale Italiano Alberto Michelini, Pino Romualdi e Giorgio Almirante che fu eletto primo segretario del partito. Uomini dei quali ricordo le prime battaglie.
Menziono inoltre i segretari nazionale Alberto Michelini e Pino Rauti e gli onorevoli Teodoro Buontempo e Domenico Menniti.
Con particolare affetto e devozione ricordo Giorgio Almirante, che ho avuto come ospite al mio studio e alla mia casa al quale mi legava un rapporto di assoluta fiducia.
La fiducia che Almirante mi ha dimostrato e che è durata dal giorno della sua elezione a segretario nazionale del partito fino al momento della sua tragica dipartita.
La fiducia e la sua considerazione durano lungo il percorso della mia presenza nelle istituzioni, come consigliere comunale a Napoli, esperienza durata ben 23 anni sia nel partito, in qualità di commissario della federazione napoletana, in anni difficili.
Sulla parete del mio studio c'è una fotografia che mi regalò qualche settimana prima che finisse la sua giornata terrena.
Incontrai il mio segretario nazionale negli uffici della direzione nazionale del partito. In quell'occasione si sentiva stanco e malandato ma i suoi occhi erano penetranti e guardavano, come sempre, lontano.
Scrisse al caro Enzo, con affetto e aggiunse : questo è un ricordo mio che ti lascio, sei mite e valoroso.
Risposi al mio segretario: "dobbiamo ancora sostenere battaglie ed impegni per la vittoria dell'Idea.
Alzandosi, mi sorrise e mi abbracciò. Fu l'unica volta che ricevetti un abbraccio dell'uomo che ho politicamente seguito ed amato.


Molti considerano il Msi come un partito nostalgico e reazionario: ti sei mai sentito nostalgico e reazionario?


Sono nostalgico dei miei anni verdi, che mi sono lasciato alle spalle. Non rinnego né i ricordi né le mie idee né le mie battaglie e non si sento per nulla reazionario

Nel dicembre del 1976 all'interno del Movimento Sociale Italiano ci fu una spaccatura, dalla quale nacque il gruppo parlamentare di Democrazia Nazionale divenuto partito politico nel 1977, che aria si respirava a Napoli?

In quel periodo storico tra incarichi istituzionali e di partito( ero commissario della federazione) notavo grandi difficoltà del partito, in particolare nella mia Napoli, avanzandosi le ipotesi di una probabile scissione.
Scissione che, per fortuna, riguardò solo alcuni quadri dirigenziali del partito. Il popolo missino era con il suo leader : Giorgio Almirante.


Prima della campagna elettorale del 1980, quella nota per lo slogan Almirante sindaco, il partito presentò un progetto chiamato Napoli capitale, ce ne puoi spiegare le linee basi?

Napoli Capitale è il progetto politico ideato e fortemente voluto dal Movimento Sociale napoletano, ampliato da Almirante. Prevedeva in estrema sintesi, la ristrutturazione dell'area occidentale, la cosiddetta area flegrea e l'area orientale, Napoli est, la rinascita del centro storico, abbandonato al suo triste destino ed il risanamento dei quartieri periferici della città. Un progetto politico, ancora di stretta attualità.


Nell'autunno del 1993 le elezioni comunali partenopee premiano il Movimento Sociale con un risultato clamoroso, ci puoi raccontare il clima che si respirava in città?
Alle elezioni comunali del 1993 il partito candidò a sindaco Alessandra Mussolini. In quell'occasione fui eletto in consiglio comunale. Il partito riusci a far eleggere, grazie al grande consenso dei cittadini napoletani ben 13 consiglieri comunali. Un successo clamoroso, al di là di ogni più rosea aspettativa.
Pensammo che la presenza del nostro partito, per volontà popolare e nazionale, avesse finalmente rotto il muro del silenzio, il silenzio degli organi di informazione e dell'ipocrisia politica accompagnato dall'odio sempre nutrito nei nostri confronti, per cui finalmente erano maturi i tempi per la costruzione di una grande destra.

Qual è il leader napoletano al quale eri più legato?

Ti faccio 4 nomi. L'avvocato Nando di Nardo, parlamentare missino di lungo corso, Silvio Vitale, consigliere regionale e parlamentare europeo, uomo di infinita cultura, fondatore della rivista tradizionale L'Alfiere, Spalato Bellerè, consigliere regionale ed europarlamentare missino mio medico di famiglia ed il senatore Antonio Rastelli, governatore della Regione Campania con il quale continuo ad avere rapporti di sincera amicizia e di reciproca stima






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