sabato 7 gennaio 2017

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Acca Larentia 39 anni dopo: che quei martiri siano simbolo di unione

(G.p)Nell'era del crollo delle ideologie dei vecchi riferimenti politici del passato rimane davvero poco o nulla, salvo rare eccezioni. Una di queste riguarda la strage di Acca Larentia, avvenuta il 7 gennaio del 1978 davanti ad una sezione del Movimento Sociale Italiano Destra Nazionale dove morirono 3 giovani attivisti del Fronte della Gioventù.
Anche oggi, come 39 anni a questa parte vengono ricordati Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta uccisi in un agguato rivendicato da ben 3 distinti gruppi dell'estrema sinistra e Stefano Recchioni ucciso a colpi di pistola da un agente dei carabinieri, perché la strage di Acca Larentia, come sostiene il collega Daniele Dell'Orco, in un interessante articolo, pubblicato da Il Conservatore, rappresenta uno dei congiungimenti ideali tra il militante del terzo millennio e quello di ieri.
Articolo che pubblichiamo volentieri e per intero.



Nell’era post-ideologica dei vecchi riferimenti politici rimane poco o nulla. Ciò che le nuove generazioni si portano dietro di quel passato così vicino negli anni ma così lontano idealisticamente è il culto dei martiri, la voglia di commemorare chi, a differenza del militante di oggi, ha avuto la “sfortuna” di vivere le proprie passioni politiche in un momento storico in cui per quelle si pagava con la vita. La strage di Acca Larentia, avvenuta il 7 gennaio 1978 davanti all’ex sezione Msi dove morirono 3 giovani del Fronte della gioventù, rappresenta uno di quei congiungimenti ideali tra il militante di oggi e quello di ieri. Anche quest’anno, come ogni anno, verranno ricordati Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, i due ragazzi uccisi nell’agguato rivendicato dal sedicente gruppo di estrema sinistra Nuclei armati per il contropotere territoriale, e Stefano Recchioni, la terza vittima che quel 7 gennaio di 39 anni fa accorse sul luogo della strage e venne ucciso a colpi di pistola da un agente dei Carabinieri. Morì solo dopo due giorni d’agonia.

Ciò che per un uomo di destra rappresenta una data come questa è inspiegabile a parole. Per il resto del mondo è invece l’ennesima occasione per rinnovare una caccia alle streghe. Nei giorni scorsi, ad esempio, nello spiazzo incastrato tra l’Appia e la Tuscolana (nel quadrante sud della capitale) è stata dipinta un’enorme croce celtica. I cittadini l’hanno prontamente segnalato ai media che, com’è ovvio, non si sono sottratti dal condannare il gesto. Repubblica, addirittura, nel descrivere le dinamiche della strage parla della morte di Recchioni come giunta al termine di uno “scontro a fuoco”. Polemiche puntuali, come quelle che ogni volta si palesano per il “Presente”, il ricordo dell’agguato durante il quale non sono mai mancate le braccia tese e i saluti romani.

Simboli, gesti, ritualità che a 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ancora disturbano i benpensanti, inconsapevoli che tutto ciò, la celebrazione della memoria, è la cosa più importante per qualsiasi uomo di destra, non certo un tentativo di rifondare il dissolto Partito Fascista. Di più, in un momento in cui dal punto di vista politico un certo mondo e un certo fronte è più che mai sfaldato, momenti come questo rappresentano le ultime occasioni di unità. Nella piazzetta di Acca Larentia, le varie anime della destra, più o meno estrema, si ritrovano fianco a fianco, in un clima se possibile anche un po’ triste, proprio perché ogni gruppo vive l’istante a modo suo, tra i “suoi camerati”. Gli sguardi d’intesa non mancano, però. Non devono mancare. I cuori che battono all’unisono men che meno. Nonostante le diversità di vedute, le tradizioni che vengono richiamate, gli scontri politici, idealistici e anche antropologici, vivere il momento con un intimo sentimento di comunanza è indispensabile.

Magari, guardando il fratello di fianco, con gli occhi pieni della stessa emozione nel preciso momento in cui si urla “Presente”, i nomi di Franco, Francesco e Stefano potrebbero iniziare a suonare come grido di battaglia, punto di partenza. O di ri-partenza.

2 commenti:

  1. chi ha rubato,chi ha insozzato con la lordura del potere i nostri ideali e i nostri martiri oggi deve tacere!!!

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