giovedì 8 settembre 2016

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Borgo Pace: poca gente un sacco di profughi


(G.p)Fernando Volpi è un nostro attento lettore, residente a Borgo Pace, piccolo comune della provincia di Pesaro Urbino nel cuore dell'Appenino tra l'Umbria, le Marche, la Toscana. Con un interessante articolo, che pubblichiamo per intero, ci porta a conoscenza di quanto avviene nel suo comune, dove vivono 623 persone, di cui ben 60 profughi imposti dalla Prefettura e sarebbero pronti ad arrivare, in tempi brevi almeno un'altra decina di profughi.
Davvero niente male per uno dei comuni d'Italia che vanta il reddito medio più basso della sua provincia ed  il più alto rapporto tra profughi e popolazione residente


di Fernando Volpi


Nell'Italia dell'incredibile ma vero spunta fuori come una mosca bianca il sindaco del Comune di Castelvenere in provincia di Benevento che, abbandonando ogni timore di fucilazione mediatica, ha risposto con un secco no alle imposizioni prefettizie che avrebbero voluto piazzare alcune decine di "profughi" sul suo territorio, minacciando addirittura le proprie dimissioni.
Se una condotta simile fosse tenuta da molti altri sindaci di paesi utilizzati come luoghi di collocamento forzato, con ogni probabilità in Italia avremmo una situazione diversa dalle attuali condizioni di emergenza. E invece non è così: il sindaco di Castelvenere è una eccezione a fronte di centinaia di suoi colleghi incapaci di opporsi ad una logica tanto assurda quanto improduttiva.
Tra questi ve n'è uno che, con ogni probabilità, rappresenta l'esatto opposto del sindaco di Castelvenere. Siamo nelle Marche, in provincia di Pesaro/Urbino, nel cuore dell'Appennino tra Umbria, Marche e Toscana. Alle sorgenti del Metauro si trova il comune di Borgo Pace, 623 anime in tutto, molti dei quali oltre i 65 anni.
Purtroppo il comune in questione, oltre ad essere uno dei più spopolati della provincia (il terzo), ha anche altri record di cui c'è poco da rallegrarsi ma che sono inevitabilmente il segno dei tempi: è il comune con il reddito medio pro capite più basso della sua provincia ed il terzo più basso dell'intera regione Marche.
A fronte di questi dati, che dovrebbero preoccupare qualsiasi sindaco, i borgopacesi hanno un altro record: sono tra i comuni italiani con il più alto rapporto tra "profughi" e popolazione residente. A fronte di 623 residenti (di cui una buona fetta sono già extra UE) gironzolano per il piccolo borgo ben 60 "profughi" imposti dalla prefettura e ne sarebbero in procinto di arrivo un'altra decina.
Da oltre un anno le 60 "risorse" bivaccano in un ex albergo affittato ad una cooperativa sociale e girellano senza meta per il paese, in attesa dell'arrivo di qualche altro compagno di avventura. Il sindaco del comune è una giovane signora eletta nell'unica lista presente alle ultime consultazioni, dunque espressione del 100% dei consensi. Ebbene, pur essendo ella senza opposizione interna e pur essendo anche presidente della locale Unione dei Comuni (la ex Comunità Montana) non riesce ad imporsi minimamente per ostacolare nelle sedi dovute quella che è a tutti gli effetti una invasione pianificata del territorio.
Ecco dunque che il paragone con il Sindaco di Castelvenere non può non essere che paradigmatico di una situazione ove il "manico" della persona è ancora fondamentale per evitare che ministri ed istituzioni centrali ormai in completo corto circuito possano distruggere ciò che ancora di sano esiste in giro per la provincia italiana.
Tutto questo accade per uno sconsiderato senso di finto buonismo o, ancor peggio, per indolenza, ignavia o paura di compromettere una piccola carriera personale.
E questo è il prezzo che i nostri figli e nipoti sono chiamati a pagare.

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