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Il requiem di Storace: "Andate in pace la politica è finita"

(G.p) Il collega Francesco Storace, leader de la Destra, dedica un' intera pagina de Il Giornale d'Italia a Matteo Renzi, Virginia Raggi, Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Zingaretti, per analizzare il voto amministrativo e per ribadire amaramente che la politica è finita.
I leader di quel che resta dell'italico centro destra sono definiti da Francesco Storace con la simpatica definizione di prodi guide di questa larva, con un editoriale, che pubblichiamo per intero.


Un'intera pagina del Giornale d'Italia dedicata a Renzi, Virginia Raggi, Zingaretti, Meloni e Salvini per dire che "la politica è finita. E i leader del centrodestra definiti  "prodi guide di questa larva"
 Scrive Storace: "Per l’inquilino abusivo di Palazzo Chigi e i suoi sogni di solitaria gloria le elezioni amministrative sono state una botta tremenda. Se, però, il centrodestra, pensa di gioire per questa débâcle, commette un enorme errore. Anche perché, se Atene piange, Sparta non ride: se il PD crolla, il centrodestra resta all’asciutto più totale.
Berlusconi, Salvini e Meloni comandano sulle macerie di un centrodestra che riesce a sbattere il muso male anche quando Renzi perde. Tanti bla-bla sulle colpe altrui, ma oltre questi consueti riti della vecchia politica, nulla di più interessante da dichiarare, non un’assunzione di responsabilità e nemmeno un’idea, o anche un abbozzo di idea, su come ricostruire qualcosa che, nel centrodestra, forse nemmeno c’è più. A Virginia Raggi auguro di governare e di governare bene Roma. La nostra città non merita anche le gufate dopo i disastri. Le auguro di smentire i pronostici.
Così come, auspico che vi sia una leale e costruttiva collaborazione istituzionale da parte della Regione Lazio e della sua opaca guida: non bisogna sedersi sulla riva del Tevere ad attendere e sperare negli errori dell’inquilina del Campidoglio. E, collaborazione leale anche da parte del Campidoglio con la Regione, lontani da quel berciare buono dall’opposizione sui “partiti che hanno distrutto”, perché le Istituzioni non sono né del Pd, né dei 5Stelle come non lo erano del centrodestra. Alle prodi guide di questa larva di centrodestra rivolgo un augurio triplo. A Silvio Berlusconi di guarire nel più breve tempo possibile.
A Salvini di non illudersi più sui voti grillini al centrodestra: i suoi arzigogoli hanno solo convinto i nostri a votare per loro e non viceversa. Infine, a Giorgia Meloni auguro di non giocare più con i soldatini: l’esercito, il suo esercito, che ha finito per ricordare per l’ingloriosa fine quella “gioiosa macchina da guerra” dei tempi passati, si è fermato a Roma. E oltre il Grande Raccordo Anulare non si va. Che poi, a guardar bene, i risultati elettorali si possono leggere anche così, approfondendo un po’.
Siccome a Roma e Torino il centrodestra non è pervenuto, si fa un bell'invito a votare Cinque stelle, così ci votano dove loro non ci sono. Ingegno sprecato. A Milano, con un candidato di Forza Italia, si perde di poco. A Bologna, con una candidata della Lega, si perde abbastanza (dieci punti).
A Latina, con un candidato espressione di Fratelli d'Italia, si crolla di cinquanta punti. Questi risultati, uniti a quelli del primo turno, sono, per il centrodestra, una mazzata terribile che potrebbe voler significare che l’ascendente esercitato per un ventennio, a diverse riprese, su una buona metà dell’elettorato italiano si è esaurito. E si è spostato da un’altra parte. Insieme a una fetta di elettorato di centrosinistra. A forza di tendere a far somigliare le due parti, gli italiani hanno scelto la terza. Andate in pace, la politica è finita".


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