sabato 25 giugno 2016

Brexit: Tilgher, “E’ uno scontro tra Bce e City


(G.p) Adriano Tilgher, segretario nazionale del Fronte Nazionale, movimento politico nato nel lontano 1997 a seguito di una scissione interna al Movimento Sociale Fiamma Tricolore guidato all'epoca da Pino Rauti, con una interessante nota, commenta il voto inglese, evidenziando come il risultato comporti uno scontro in atto tra la Banca Centrale Europea a la City di Londra, che è uno dei centri più importanti della finanza mondiale.
Nota che pubblichiamo per intero.


Londra è uscita da quell’assurdo coacervo di burocrati stipendiati dalla BCE che chiamano Unione Europea. Una bella notizia, sia perché ci togliamo dalle scatole la sempre “perfida Albione”, sia perché viene assestato un colpo notevole alla logica imperante. Non dobbiamo, però, dimenticare che la Gran Bretagna, guarda caso l’unica nazione aderente alla UE che abbia mantenuto la sovranità monetaria, ha un’economia in espansione e che la City di Londra è uno dei centri più importanti della finanza mondiale attualmente in scontro. Ora inizierà il valzer delle crisi in borsa, arma di terrorismo consolidato che la finanza internazionale utilizza come dissuasore affinchè altri non disturbino il loro giochetto e escano dalle logiche schiavistiche che la UE ci impone. Perché la Gran Bretagna può uscire dal sistema euro? Qual è lo scontro vero? Quali i vantaggi e quali gli svantaggi? Sono domande le cui risposte sono nelle cose evidenti ma che la stampa asservita tenta di non far vedere. Intanto, come abbiamo sempre sostenuto, c’è uno scontro all’interno del sistema finanziario, e che uno dei terminali è proprio la City e l’altro la BCE, con la Federal Reserve, terzo incomodo. Non dimentichiamo che uno dei principali oppositori dell’euro, presso il Parlamento europeo è proprio l’inglese Farange, che, guarda caso, è nemico della francese Le Pen ed alleato dei nostri grillini. Proprio per questa avversione verso gli anti UE francesi, risulta ovvio considerare questa componente inglese, e quindi gli alleati grillini, come lo strumento di una delle componenti finanziarie in lotta. Un vantaggio di grandissimo valore è che la Gran Bretagna non dovrà accettare il TTIP, quel criminale trattato transoceanico che dovrebbe regolare i rapporti commerciali tra Stati Uniti ed Europa, ma che di fatto servirà soltanto a sottomettere le scelte sociali degli Stati europei alla volontà delle multinazionali e dei gruppi finanziari, visto che i rapporti commerciali euroamericani sono proficui e ben regolamentati da tanti anni. Se consideriamo che alcuni ministri italiani hanno proposto di accettare questo accordo segreto ed ignoto ai più senza neanche sottoporlo al vaglio del Parlamento Italiano, ci rendiamo conto del livello di asservimento cui siamo arrivati. Svantaggi non credo ce ne siano, visto che uomini al servizio della BCE, come Monti si affrettano a dire che, quella che loro chiamano, Europa deve immediatamente stabilire accordi commerciali con la Gran Bretagna. L’Italia cosa deve e cosa può fare? Liberarsi della classe politica venduta ed asservita, smascherare i finti oppositori, tornare a battere moneta, usandola come moneta complementare dell’euro, puntare all’unità politica dell’Europa per poi giungere ad una moneta unica, battuta e gestita da un ente di stato con funzioni di Banca Centrale, con sistemi fiscali unificati. Un sogno? Forse. Ma è il sogno di chi cerca indipendenza, sovranità e libertà.

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